BRITNEY SPEARS- FEMME FATALE (DELUXE + BONUS TRACKS) RECENSIONE

BRITNEY SPEARS- FEMME FATALE (DELUXE + BONUS TRACKS) RECENSIONE BRANO PER BRANO

La principessa del pop torna a tre anni di distanza da Circus con un nuovo album questa volta tutto in base dance e rende chiaro un concetto: la principessa vuole diventare regina.

1. “Till the World Ends”
Scritto da Ke$ha questo secondo singolo che anticipa di poco l’uscita di tutto l’album e’ il perfetto dancefloor-filler conil classico “oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh-oh-” di ogni canzone da braccia-in-aria-mentre-si-balla-u-po-brilli! Voto: 9

2. “Hold It Against Me”

Il primo estratto dall’album già cI aveva fatto capire le intenzioni di questo album dall’odore di Euro-disco con influenze di DubStep. Se il buongiorno si vede dal mattino, ci si prospetta una bella giornata davanti. Voto: 9

3. “Inside Out”
Un mid-tempo che e’ sicuramente una di quelle canzone che ad ogni ascolto aumenta il livello di gradimento (quello che in inglese si definirebbe un grower per intenderci). Sicuramente un possibile singolo con grandi potenzialità di remix. Voto: 8 1/2

4. “I Wanna Go”
La canzone piu immediata dell’album che ha il sapore di tomentone estivo. 100 % pure POP. Voto 10

5. “How I Roll”
Una canzone dal sapore electro-dubstep. Un sapore che si addice molto a Britney che risulta essere particolarmente a suo agio in questo tipo di brani. Voto 8 e 1/2

6. “(Drop Dead) Beautiful” (featuring Sabi)

sembra un tutto nel passato poiche’ questa traccia dal suono urban non avrebbe sfigurato in Blackout, che non a caso e’ forse l’album piu riuscito di Britney (bitch). Un po’ in ritardo ma comunque molto gradevole. Voto: 8

7. “Seal It with a Kiss”

Gia’ dall’intro sappiamo che ci stiamo approcciando in un futuro Brinet-classic. Perfetto connubio DubStep-Urban-Electro dove la voce della nostra e’ uno strumento che si sposa benissimo con il resto. Ottimo esercizio di stile. Voto: 8 1/2

8. “Big Fat Bass” (featuring will.i.am)
La collaborazione che ha rimandato l’uscita dell’album. La canzone piu’ attesa. aspettative deluse? no ma… Siamo piu’ in area Black Eye Pie che Cheryl Cole feat Will.I.am. Doppi sensi inevitabili a parte e’ una canzone veramente ottimamente strutturata in cui possiamo passare da un genere ad un altro (house, techno, dubStep, R’n’B etc) in pochissimi secondi e tutto si sposa comunque inevitabilmente molto bene. Ottima canzone e ottimo motivo per attendere un paio di settimane in più per questo album. non il capolavoro annunciato ma…. Voto: 9

9. “Trouble for Me”
Dal produttore di Taio Cruz, trovo questo brano dal sapore dance seppure di ottima qualita’ (ricorda Dirty Pictures) troppo generico per Briney. comunque un buon pezzo da album. Voto 7 e 1/2

10. “Trip to Your Heart”
Il perfetto passaggio della Britney di allora alla Brinety di poi. Vocoder usato per migliorare l’atmosfera e rendere tutto magicamente irreale. Siamo ad alti livelli di pop qui. difficilmente negli ultimi anni momenti come questi accadono nel mondo del pop. Voto: 10

11. “Gasoline”
Decisamente il brano meno riuscito dell’album. Forse proprio quel suo cercare di essere a tutti i costi una canzone da coro…non so. non Mi convince (forse perché fino ad ora sono stato trattato fin troppo bene da questo album). Voto: 6

12. “Criminal”
La canzone. Madonna sarebbe fiera (ricorda molto alcuni pezzi di America Life). Veramente bella. Voto 10

Deluxe edition – Bonus Tracks

13. “Up n’ Down”
La prima delle Bonus Track e’ sicuramente quella per qui vale il detto “e perché non l’hanno considerata come potenziale singolo?”. Ottimo pop-dance. Voto 8 1/2

14. “He About to Lose Me”
Canzone da album. senza infamia e senza lode, mi fa piacere averla ma non ne sentirei mai la mancanza se mi fosse vietato di ascoltarla da questo momento: Voto: 6

15. “Selfish”
Ci sono canzoni che sono destinate ad essere come dei codici che fanno parte di un linguaggio a parte di tutti i fans di un certo artista che altri non capiscono. sicuramente questa canzone rientra in quella categoria. Io da Brit-fan me la godo. Voto 8

16. “Don’t Keep Me Waiting”
A volte ci si chiede come abbiano fatto alcune canzoni a non essere non solo canzoni ufficiali di u album ma addirittura singolo. Ecco. questo non e’ uno di quei momenti e avrei sinceramente fatto a meno di questo rumore. Voto: 2

Voto album: 8 e 1/2

 

ICONE GAY MADE IN ITALY. S PER SALERNO SABRINA

SABRINA SALERNO.

Canzone simbolo: Boys
Gemma dimenticata: Afraid to love
Canzone gay-friendly: Siamo Donne (con Jo Squillo)

Quale migliore giorno per scrivere un blog sulla Sabrinona nazionale se non il 15 marzo? Infatti oggi la nostra bella compie 43 anni e quale miglior regalo che ricodarle perché la amiamo cosi’ tanto?

Ricordo ancora quando per la prima volta la vidi in TV come valletta e subito me ne innamorai. Avevo poco più di 10 anni. Ma fu con il programma Grand Hotel che la mia ossessione ebbe inizio. Ricordo chiaramente l’emozione del mio primo ritaglio di giornale (foto da Grand Hotel nei prgrammi su Tv Sorrisi e canzoni) che ancora colleziono gelosamente!

Poi Cecchetto mi lesse nel pensiero e fece fare alla bella Sabry il suo primo 45 giri (bei tempi…quando si chiamavano 45 giri…) Sexy Girl che subito divenne sigla FestivalBar 1986 (cosa si perdono le nuove generazioni…eh?) con tanto di pantaloncini jeans microscopici, magliettona extra large tagliata a mo di canottiera per far intravedere le voluttuose forme ondeggianti tra le lettere E e X…..e il mitico zainetto a forma d panda che io TANTO volevo ma che mia mamma (cattivissima, aggiungerei, mai mi compro’).
Grazie a questo 45 giri che inizia a comprendere (senza sapere di cosa si trattasse) cosa fosse il collezionismo musicale, infatti dopo la prima tiratura con copertina a tinta rosa il 45 giri venne ristampato con foto differente. Cosa di cui sentivo ASSOLUTAMENTE la necessita’ di possedere.

Credo di aver passato tutti i mesi a seguire (e di come conseguenza MOLTI ANNI a seguire) a fracassare i cosidetti a tutto il mondo con questa benedetta Sabrina.
E luce fu.
BOYS.
BOYS.
BOYS.

Ricordo come se stesse succedendo in questo momento l’attimo in cui presentarono il video su DEEJAY TELEVISION.
Impazzi. Lei, il costume bianco, che poco conteneva e poco asciava all’immaginazione, e una canzone che a tutt’ora E’ LA MIA CANZONE PREFERITA DI TUTTI I TEMPI.
Ricordo l’orrore negli occhi ( e credo nelle orecchie) della mia famiglia all’idea di vedermi impazzire per tutto cio’ (ancora non capisco la sorpresa…..fino al quel momento la mia cantante preferita era Heather Parisi…..)!!!
Quel costume e quel sballonzolamento di tette mi ipnotizzarono e confusero per molti anni a venire….
Ho sempre visto in Sabrina la donna e la popstar made in 80s perfetta: fisico mozzafiato con canzoni dance piu che orecchiabili.
Ovviamente mentre la nostra mieteva successi dopo successi in tutte le parti piu svariate del mondo, nonostante un discreto successo di vendita anche da noi, Sabrina per molti non riuscii mai ad essere considerata altro che una valletta canterina.

Fu proprio in questi anni che imparai un detto latino (…schiaffo morale…AH!) Nemo propheta in patria..
Come Sabrina non veniva apprezzata in Italia io mi sentivo diverso dagli altri, soprattutto per quelli che erano i mie gusti musicali.
Per me quando Sabrina incise All of me fu una grande emozione poiche non solo parlavamo di una cantante italiana, ma la mia beniamina collaborava con scitta a prodotta da STOCK/ AITKEN/ WATERMAN, trio di produttori inglesi che tanto di moda andavano in quegli anni (tanto quanto venivano stroncati dalle critiche di allora….) e che gia’ avevavo formato successi per Kylie Minogue, Bananarama, Mel & Kim, Donna Summer, Samantha Fox e Sinitta (di cui un giorno parleremo in modo piu approfondito).
Mi sembrava di vivere nel mio mondo parallelo abitato da pochissimi individui. Dove il nostro linguaggio era poco chiaro e studiato dalle altre civilta’.
Forse il fatto era che musicalmente fossi piu informato dei ragazzini della mia eta’…. nessuno poteva capire. Nessuno mi capiva.
Ovviamente questo equivaleva al periodo della mia vita dello specchio e della spazzola come microfono. Ovviamente.
Era l’estate 1988, Sabrina aveva due singoli in classifica (la già citata All of me e My Chico, che tra le altre portava la firma di Sabrina tra gli autori). E io venni bocciato in terza media.
Ovviamente….era il mondo intero a non capirmi.
Ma tanto non capivano neanche Lei…e guarda che successo era riuscita ad ottenere!
Tante estati, tanti successi (piu o meno ricordati, Hey gringo! bang! bang!) estivi…l’inizio di un’inevitabile fase di declino(non nel mio stereo…anzi) che nel 1991 portarono Sabrina a Sanremo. Un duetto. Con Jo Squillo (che salutiamo, e ringraziamo…e con la quale ci scusiamo per non poter fare al momento un post tutto su di lei…ma la S era presa di diritto. S per Sorry).
SIAMO DONNE.

Ripassiamola:

Dite quello che volete…ma secondo voi da Sanremo 1991 ci sono canzoni che sono rimaste nel collettivo italiano come questa?
Chi e’ nato nel 1991 sono sicuro che conosce questa canzone. ma non quella vincente (Se stiamo insisme, Riccardo Coccinate, n.d.r).
A tutt’oggi nelle salette pop-trash di ogni discoteca gay italiana (e in tutte le serate dell’8 marzo in generale, lol) che si rispetti questa canzone viene passata con tanto di delirio collettivo.
Dobbiamo dare a Cesare quel che e’ di cesare e a Jo Squillo quel che e’ di Jo Squillo che ha scritto questo inno .
Ma con tutto l’amore per Jo senza Sabrina questa canzone non sarebbe diventata quello che e’ oggi, ma sarebbe stata solo un gioiello trash dimenticato, come tanti, della Squillo.

Non volendo fare un trattato sulla carriera della Salerno (anche se sono moooolto tentato) e facendo finta che il duetto con Samantha Fox non sia mai successo (occasione mancata per un ritorno per entrambe specialemnte nel potersi imporre una volta per tutte come regine del mondo LTGB)…. voglio soffermarmi ancora sull’icona Sabrina.
Perche’ di icona si tratta di tante forme e specie: dei mitici anni 80, del Trash, della Italo Disco, dei muri dei ragazzini (e le scuse dei loro padri per entrare nelle loro stanze)…. e ovviamente Icone Gay.
il perche’di quest’ultima me lo sono spiegato solo in eta’ adulta…. posso dire con assoluta certezza che un po tutti abbiamo voluto essere Sabrina nel video di Boys almeno una volta: l’arrizzaca**i per antonomasia. E sa che c’e’? anche la canzoncina non era mica male…veh?

Buon compleanno Sabrina.
We love you.

Ogni bene,
Igor� xxx

ps se siete arrivati fino a qui…. Afraid To LOve

ICONE GAY MADE IN ITALY. C PER CARRA’ RAFFAELLA

RAFFAELLA CARRA’

Canzone simbolo: Tanti Auguri
Gemma dimenticata: Male
Canzone gay-friendly: Ballo Ballo

Santa Raffa: la santa protettrice di tutti i gay (in realtà si dovrebbe dire “di tutte le frocie”…ma vogliamo essere politically correct noi, giusto?).

Mi ricordo benissimo quando questo concetto mi fu introdotto. Erano i miei primi giri gay, i primi locali, i primi balletti in pubblico, la prime volte che anche le canzoni piu SEGRETE della mia vita e della mia collezione musicale prendevano forma e suono in luoghi pubblici. Come se tutto avesse finalmente senso.
E ricordo benissimo la sera in cui cantando a squarciagola (leggermente brillo) Pazza Pazza su una terrazza (con tanto di balletto con spintarella laterale, braccio rigorosamente teso ma mano parallela al pavimento….), un mio amico mi espresse questo concetto di santità versa Nostra Signora del Palinsesto.
Tutto ebbe senso. Tutto tornava. Anche il giorno dopo, da sobrio.
I segnali erano li.
Una donna una paiette,
Canzoni spesso senza senso apparente tra cui lenti struggenti (che tanto avrebbero poi in seguito aiutato le lacrime di Non e’ la Rai) e canzoni a volte ,meravigliosamente brutte (Scranda la mela).

Non bisogna scavare molto ne passato per capire di che parliamo, basta ad esempio la sua ultima uscita discografica. Chi vi scrive pagherebbe solo per il solo nome: “Raffica 2: Balletti e duetti”.
Respiro profondo. RIpetiamo attentamente .
BALLETTI E DUETTI.

Si potrebbe chiudere tranquillamente qui questo blog. non credo possa esistere qualcosa che puo’ battere a livello di gaycnometro un’uscita del genere: un doppio cd e abbinato DVD fatti solo di balletti e e duetti di Santa Raffa. Solo a pensarci mi commuovo.
Del resto le lacrime sono solo un elemento di quello che e’ L’ESSENZA CARRA’:
Lacrime (tante), risate (magnificamente trash con quel loro suono inconfondibile),i suoi balletti, i suoi duetti, le sue carrambate, i suoi indimenticabili vestiti, sigle TV una piu’ indimenticabile dell’altra, ancora risate., ancora lacrime, fagioli (si ma quanti erano?), telefonate, ancora paietettte, un caschetto biondo bionico, Sabati sera (ma anche Venerdi e domeniche), mezzogiorni, ricominciare (da due), sorprese, altre sigle, successi, insuccessi, altre lacrime, calze contenitive (si, ma quante erano?)………..
Potremmo stare qui veramente in eterno ad elencare quello che e’ magico mondo di Santa Raffa e quello che ha rappresentato per tanti gay di tante generazioni nel mondo.
Se pensiamo solo al fatto che quando a Tiziano Ferro venne chiesto se avesse mai dato un segnale della sua omosessualità, cosa rispose lui? “Più di dedicare una canzone alla Carra’ (E Raffaella e’ mia, ndr)?”., ecco questo spiega benissimo come nel collettivo generale RAFFAELLA CARRA’ RAPPRESENTA L’ICONA GAY ITALIANA PER ECCELLENZA. Del resto ci viene invidiata in tante parti del mondo soprattutto in quelle in cui la lingua piu’ parlata e’ lo spagnolo. In Spagna per esempio la nostra beniamina si e’ rifugiata durante un un suo esilio volontario da un’Italia che non la apprezzava (VERGOGNA, GENTE! VERGOGNA!).
Come ogni Icona gay che si rispetta anche sua Paiettia’ Raffa ha sofferto di quello che e’ l’ignoranza del pregiudizio; molti infatti ignorano i grandi successi musicali raggiunti (compreso top 10 in UK).
Forse quel sorriso sempre pronto ad illuminare il suo impeccabile caschetto biondo, quella risata contagiosa nonostante pronta a contagiare tutti nonostante critiche e chiacchericci di una vita, quel non arrendersi al conformismo, la mancanza di vergogna di un pianto e la spensieratezza di un motivetto che fa cosi, fa cosi, fa cosiiii, sono quello che fa sentire i gay cosi vicini a Raffaella Carra’.

Santa Raffa, Tutte le pazze su tutte le terrazze ringraziano (provando a fare uno di quei tuoi inchini cosi inimitabili….con rischio rottura in due immediata).

Raffa. Santa. Subito.

Ogni bene,
Igor xxx

ICONE GAY MADE IN ITALY. T PER TATANGELO ANNA (aka LADY TATA)

ANNA TATANGELO

Canzone simbolo: Essere una donna
Gemma dimenticata: Sono quello che vuoi tu
Canzone gay-friendly: Bastardo

Quando mesi fa ho messo su insieme questa idea del dizionario delle icone gay femminili (cantanti) italiane,LADY TATA gia’ occupava saldamente la lettera T.
Sicuramente la mia scelta sara’ molto contestata. Ma io voglio perorare la causa dell’amica del suo amico.

Andiamo per ordine. se un ordine esiste.
Nel 2002 una bella ragazzotta ciociara tutta casa e ciambelle approdo’ dritta dritta da Sora ai nostri teleschermi grazie al Festival della canzone Italiana Sanremo, vincendone la sezione giovani.
Il nome, diciamolo, era veramente improbabile….talmente improbabile da rimanere indelebile nella tau testa.
Canzone da teenager in crisi e look altrettanto da teenager in crescita. Tutti questi elementi gia’ ad un occhio esperto potevano portare a capire che ne avremmo parlato e discusso a lungo. Alcuni decisero di ignorare i sintomi, altri decisero che era solo un fenomeno momentaneo, altri iniziarono a venerare ed altri (come colui che scrive) non avendo ben capito cosa stesse succedendo, decise di osservare e rimandare il giudizio a data da definirsi. Fatto e’ che Anna Tatangelo certo non passo’ inosservata.

Poi venne Gigino (D’Alessio)…e nello stesso tempo anche il mio trasferimento a Londra…e diciamolo pure le due cose (Sanremi a parte) non combaciavano bene con quello che e’ sempre stato l’immaginario di Icona gay….anche se ad occhio piu’ attento mettersi con un Daddy (e tutto quello che provoca questo tipo di unioni) poteva essere senza subbio un segnale non colto.
Poi tutto ad un tratto tutto cambia.
Il primo segnale di cambiamento lo si riscontra nel 2006, quando a Sanremo Anna presenta Essere Una Donna.
scritta da D’Alessio…ci vine comunicato che Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
Ripetiamo il concetto:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
tutti insieme ora:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
NON VI SENTOOOOO:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.

Questa senza dubbio e’ una delle cose piu gayche sia mai stata scritta in una canzone. il Gayconometro qui inizia a salire in picchiata.
La parte femminile che c’e’ in me si sente finalmente capita.

Improvvisamente nel 2008 la Tatangelo mi sembra finalmente donna con e senza minigonna. le sue nuove tette ricatturano la mia attenzione. Chi mi conosce sa benissimo che le tette hanno caratterizzato (come gran parte dei gay) la mia vita e la mia passione visiva….
Anna Tatangelo sex symbol?! A questo proprio non ci avevo penato.
Voi a questo punto vi starete chiedendo….ma tutto cio’, che c’entra? dov’e’ il nesso?
Il ricorrere alla chirurga aiuta molto la causa per diventare Icona gay; ancora non ho ben capito il perché, ma credo, facendo psicologia spicciola, che si tratti di quel senso di difficoltà nell’accettarsi, di dover diventare quello che si e’ sempre voluto, per dirla alla Agrado di Tutto su mia madre: “una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa “.Ma non e’ tutto.
Anna Tatangelo nel 2008 si presenta a Sanremo non solo bellissima, ma cosi bella da sconvolgere un po’ anche gli ormoni di questo gay che scrive (in futuro scoprirete che ci sono piu’ donne che riescono a farlo, n.d.r.) ma presenta una canzone “Il mio amico” che parla del suo migliore amico, gay per l’appunto (quello che Elio qualche anno prima chiamo’ sempre a Sanremo nella sua canzone la terra dei cachi, il visagista delle dive, per intenderci il tipo di gay d cui parliamo in questa caznone). La canzone e’ scritta nella sua totalità da Gigi D’Alessio, Daddy discusso della cantante.
Come abbiamo gia detto la canzone parla dell’amico gay della Tatangelo. Da quello che si evince e’ un gay molto stereotipato dal mondo eterosessuale….
La canzone ovviamente ha creato discussione (specialmente nella comunita’ gay), tra chi l’accusava di essere banale, di usare luoghi comuni per essere finto buonista, chi l’accusa di non rappresentare i gay veri (come se fossimo tutti uguali…).
Io qui mi trovo a dover discordare con tutti questi giudizi e spiegare perché il gayconometro della Tatangelo qui sale. molto.
Ammettiamo anche che il testo puo’ essere quello che e’; prendiamo ad esempio una strofa tra le piu discusse.

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Io personalmente trovo che il messaggio qui non sia poi cosi banale.
Non parlo delle singole parole usate. ma del messaggio che una canzone con questo testo scritto da Gigi D’Alessio, cantata dalla Tatangelo e presentata a Sanremo puo’ dare.
Il messaggio ovviamente non e’ per la comunita’ gay, non e’ per i benpensanti, non e’ per i critici musicali, per gli intellettuali….non e’ per loro semplicemente perché loro non sono e non sono mai stati (o snobbamente non sono mai voluti essere) il target, il pubblico, gli ascoltatori di D’Alessio-Tatangelo. La gente a cui loro parlano sono la massa, principalmente del sud, che spesso vivono in pregiudizi e luoghi comuni, che credono che i gay sono solo i femminielli che magari lavarono dal parrucchiere sotto casa; che vivono con il credo che essere gay vuol dire essere meno virili.
Per quanto mi riguarda, se questa canzone ha cambiato il modo do vedere anche di una sola persona…allora io non posso che dire grazie ad Anna per aver fatto del concreto nella battaglia contro l’omofobia.
Perche’ a volte, ricordiamoci, la gente non sta parlando a noi e il messaggio non e’ per noi. e a volte perdiamo una buona occasione per stare zitti.
Per quanto mi riguarda Anna puo’ essere mia amica e cantare a nome mio.

A sopresa Anna viene scelta per essere un giudice di X factor nel 2010. Qui tra critiche, litigate con Milly D’abbraccio e annesse frasi ormai indimenticabili (“Quando la persona ‘e niente l’offesa e’ zero” su tutte,) l’antipatia da parte del pubblico che in non ha praticamente mai votato le sue cantanti, i litigi con le sue cantanti, lacrime e la nascita del nomignolo Lady Tata hanno reso la nostra un personaggio da prima serata .
Come in prima serata che ei dichiara di essere felice di vedere una coppia di omosessuali esibirsi. apriti cielo! come si e’ permessa? I kymera si sentono offesi (di cosa poi non so….) e iniziano a criticare Lady Tata e dubitare dei motivi che la vedevano li. La nostra Icona riponde con freddezza e poca simpatia rimasta per i due. Viene anche accusata nel web di essere omofoba. Cari amici, vi rivelero’ una cosa INCREDIBILE, essere gay-friendly non vuol dire che bisogna farsi piacere TUTTI i gay o che essi ti debbano essere automaticamente simpatici previa essere additati come omofobi, specialmente se ti hanno attaccato. A me personalmente non mi stanno simpatici tutti i gay, come non mi stanno simpatici tutti gli etero. e non mi aspetto di stare simpatico o antipatico alla gente perche’ gay o etero.
Come al solito si tende ad esagerare e invece la comunity gay e’ sempre cosi pronta all’attacco che non si capisce neanche quando una persona cerca di rompere degli schemi. anche qui…bisogna ricordarci a chi Lady Tata stava parando….
Tutto cio’ sommatasi alle critiche sul suo aspetto (troppo trucco, vestita da vecchia, sopracciglia troppo fini etc) mi hanno reso piu sensibile alla causa Lady Tata. Mi sembra che come sport nazionale ci fosse quello ormai di andarle contro.
E non mi sbagliavo.
Sanremo 2011.
Lady Tata canta Bastardo.
Leggendo i mie post su Sanremo sapete benissimo cosa ho pensato appena vista e sentita la canzone.
Anna viene eliminata e giudicata ancora prima di essere ascoltata (che novita’…).
Quello che succede nelle 48 ore successive e’ ovvio. La gente realizza che grande canzone Bastardo invece sia, che forse dire che Lady Tata rappresenti gli omofobi, la camorra,i senza talento etc e’ un po’ troppo.
lei giorno per giorno si presenta con un apetto sempre piu bello partendo dal tributo della Oxs Circa 1978 fino a passare a Paola Iezzi 2011 circa
Personalmente Bastardo e’ già diventata uno dei miei inni, e una delle canzoni piu suonate nel mio I-tunes (al momento la terza).
Musicalmente l’album Progetto B risulta essere ancora immaturo nella sua totalità…. ma basta Bastardo per capire che qui abbiamo l’inizio di una nuova fase. di una nuova consapevolezza. qui abbiamo davanti un’icona. sicuramente un’icona del gay che scrive.

SFIDO QUALSIASI GAY A DIRMI CHE NELLA VITA NON HA AVUTO UN SUO BASTARDO!!!!!

Lady Tata….posso essere ‘il tuo amico’? :)

Spero che tutto cio’ sia servito per capire come funziona la questione..perche’ sicuramente in futuro non mi prolungherò cosi tanto :)
alla prossima lettera

Ogni bene
Igor x

ICONE GAY MADE IN ITALY. Manuale d’uso per capire e conoscere meglio chi sono, cosa sono e perche sono le cantanti italiane diventate icone gay.

Icona gay. Una tra le definizioni più misteriose per l’universo eterosessuale. Spesso nella mia vita mi sono trovato a dover far capire chi, come e quando si diventa e si e’ un’icona gay.

Se voliamo una definizione scientifica basta andare su() dove leggiamo che:

“Si definisce icona gay un personaggio pubblico con ampio numero di ammiratori appartenenti alla comunità LGBT, un punto di riferimento per l’immaginario della cultura LGBT.

Il fenomeno delle icone gay fa parte dello star system ed è anche oggetto di studi di marketing, in quanto la comunità LGBT è spesso riconosciuta come “trend setter” per i beni voluttuari e “opinion leader” per quelli culturali.[1] Spesso le icone gay sono stelle del cinema, dive dello spettacolo, della musica, ma anche appartenenti al mondo sportivo, del giornalismo, della politica. Si può trattare di persone dichiaratamente LGBT, ma anche (e più spesso) di personaggi eterosessuali che, a vario titolo, fanno parte dell’immaginario gay.

C’è da sottolineare che la stampa fa spesso uso del termine “icona gay” per designare personaggi maschili come attori e sportivi che hanno in quel momento un particolare successo, oltre che tra il pubblico femminile, tra quello gay. Tuttavia nell’ambito della comunità gay il termine “icona gay” ha generalmente un significato più ristretto ed è usato per indicare quei personaggi, soprattutto donne, che, per una ragione o per l’altra, sono presi a simbolo del mondo gay o riscuotono un apprezzamento particolarmente forte presso il pubblico gay: tale fenomeno è particolarmente evidente per quanto riguarda le cantanti femminili, tra le cui fila si trovano alcune delle maggiori icone gay italiane e internazionali”.
Tutto chiaro, no? Non vi basta?…..allora approfondiamo.

In questa sezione del mio blog vorrei fare oltre…spiegare l’inspiegabile e far capire come funziona il tutto, con esempi. Tanto per essere chiari. tanto per farci due risate.
A volte ci saranno cose che non avranno senso o almeno senso apparente. Questo e’ anche il bello di questo codice segreto.

Molto spesso si sottovaluta il beneficio che si ha nell’essere considerati un’icona gay. Per molti artisti essere Icone gay equivale ad avere una pensione garantita. Spieghiamo meglio. Quando il mondo dello spettacolo, della musica, delle balere, dei concerti di piazza ti ha abbandonato, dimenticato, chiuso la porta in faccia…chi ti accoglie sempre a braccia aperte basta che canti quella canzoncina che tanto ci mette di buon umore? magari nell’ennesima versione remix? Risposta esatta. Un bel locale Gay o se ti va bene un bel Gay Pride!!!
Diciamolo pure, in alcuni casi questi poveri cantati preferirebbero tagliarsi un braccio e buttare del sale sul moncherino piuttosto che cantare ancora quella canzoncina. Che se deve fa’ pe’ campa’….eh?

Come nasce o ci si diventa icona gay e’ un mistero; non esiste una regola, un motivo, un perché. E non succede neanche che un giorno tutti i gay del ondo si chiamano e decidono. Succede solo che il gay sa’ se quell’artista e’ destinato ad essere un’icona gay. Stara’ poi al suo giudizio personale decidere se venerare o no questa icona.

SE pero’ abbiamo bisogno di trovare dei fattori comuni possiamo riconoscere nell’irriverente tragicità, in un’improbabile credibilità e da indiscutibili elementi di kitsch, gli indizi base per sapere che siamo sulla buona strada…

Ogni bene (come disse la nostra Patty a Sanremo)
Buon divertimento.
Igor xxx