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ALLACCIATE LE CINTURE: RECENSIONE DEL NUOVO FILM DI FERZAN ÖZPETEK

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Come per molti, anche io sono un grande appassionato dei film di Ferzan Özpetek. Sarò quindi onesto, come mio consueto, e vi dirò che ero un po’ reticente ad andare a vedere il suo ultimo film, Allacciate Le Cinture per un po’ di motivi: le recensioni che avevo letto erano state alquanto negative -soprattutto per la scelta del protagonista maschile principale interpretato da Francesco Arca-, il giudizio di alcuni miei amici non era stato del tutto positivo e la promozione che il regista e la protagonista principale, Kasia Smutniak, fatta a Che Tempo Che Fa non era stata esattamente brillante.

Ma lo sapete, io sono come San Tommaso…non credo se non ci metto il naso. E Özpetek sicuramente si merita il mio naso. Quando i miei amici Ilaria e Giorgio mi propongono di andare a vedere il film non mi esimo e armato di finocchio già tagliato e bruscolini già sbucciati (che brutta cosa la dieta…), arrivo con i miei soliti 10 minuti di ritardo all’appuntamento.

Inizia il film.

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Allacciate Le Cinture è tutto fuorché un brutto film. E’ un film che ha la struttura di un classico film di Özpetek, che tratta i temi che ti aspetteresti da Özpetek ma che ti sbatte in faccia in modo subdolo l’effimero della vita.

« Un grande amore non avrà mai fine » è lo slogan del film e l’amore in tutte le sue varianti e versioni vengono raccontate e vissute. C’è la storia d’amore di una vita che con le sue turbolenze ti fa volare leggero su una moto come buttarti giù nei momenti di incomprensione quotidiana, c’è l’amore e il dolore di una madre, la superficialità nel vivere la vita  ma la  profondità nell’affrontarla di una zia, la fedeltà di un amico, l’umana freddezza di un medico, la solidarietà femminile anche dove meno te l’aspetti,  la positività di chi sa che oggi potrebbe essere l’ultimo giorno… Ci sono tante cose e situazioni che ti fanno riflettere, momenti nei quali le uniche soluzioni sembrano essere una risata o un pianto.

Il film è ambientato nella bellissima Lecce e il suo mare ha un ruolo fondamentale nel film come l’acqua in tutte le sue forme ha la sua importanza: dall’acquazzone allo scandire della singola goccia.

Il film si avvale di un grande cast di attori non protagonisti Filippo Scicchitano, Carolina Crescentini, Francesco Scianna, Carla Signoris, Elena Sofia Ricci, Paola Minaccioni, Giulia Michelini, Luisa Ranieri… in grado di tirar su quello che per me è stato un po’ il neo del film: la scelta di Kasia Smutniak nel ruolo di Elena. Sebbene la Smutniak sia molto convincente nella parte finale del film, ho trovato la sua recitazione per il rimanete tempo un po’ apatica. Francesco Arca non merita le critiche che avevo letto poiché ritengo che il ruolo da lui interpretato dovesse avere proprio quelle caratteristiche da lui ha saputo apportare al personaggio.

Un’ulteriore critica che posso fare al film è sicuramente sul primo tempo che oltre ad essere un bell’esempio di regia lascia ben poco allo spettatore. Non so se sia stata una cosa voluta o meno, ma sicuramente non è una mossa vincente.

Riassumendo, Allacciate Le Cinture è sicuramente un film da vedere, anche solo per dire che non vi è piaciuto…ma è da vedere perché è un film che  ti fa riflettere e che accompagnerà, nel bene e nel male, i tuoi pensieri per molto tempo. Perché è proprio come la vita: ci sono momenti in cui ti senti al settimo cielo e ci sono i momenti che vorresti solo alzarti e andartene.

Vi lascio con una grande perla di saggezza tratta dal film: “Agli uomini proprio non fa schifo niente”.

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MALDAMORE : RECENSIONE DEL FILM CON AMBRA ANGIOLINI, LUCA ZINGARETTI, LUISA RANIERI…..

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Ieri sera sono andato a vedere l’anteprima di Maldamore, film diretto da Angelo Longoni con Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Luca Zingaretti, Alessandro Boni, Eugenio Franceschini e con la partecipazione di Claudia Gerini, Ettore Bassi e Maria Grazia Cucinotta che ne è anche produttrice con la sua società di produzione Italian Dreams Factory srl. la distribuzione del film è affidata alla Bolero film.

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Come sapete, apprezzo particolarmente Ambra e per me è sempre un piacere vedere qualcosa in cui ci sia lei, ma questa mia passione non influenza il giudizio realistico di quello che vedo.

Detto ciò, se dovessi fare una recensione in una sola parola, direi che questo film è Estremamente godibile.

E’ un film corale con tutti i protagonisti in grandissima forma e una trama che incentra un unico grande protagonista: le corna.

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Ma le corna, come insegna il film, bisogna saperle mettere, saperle fare, saperle confessare e anche accettare.

Ho trovato tutti gli attori, principali e non, in grado di valorizzare il loro personaggio in modo da non renderlo mai macchietta o cliché: Ambra Angiolini perfetta nel ruolo di moglie insoddisfatta, Luca Zingaretti azzeccatissimo come traditore seriale mentre Luisa Ranieri e Alessandro Boni si completano bene come cornificatori/ cornuti. Ma la vera rivelazione del film è senza dubbio Eugenio Franceschini (che già avevo apprezzato in Sapore Di Te dei fratelli Vanzina) perfetto nel ruolo di appassionato del genere Milf.

Una menzione speciale vanno anche a tre attori non protagonisti che rubano la scena durante i loro cameo: la “padrona di casa” Maria Grazia Cucinotta che altro non è che un ricordo di una zia sexy che ha turbato l’immaginario erotico del personaggio interpretato da Zingaretti; Claudia Gerini nella donna piena di problemi (uno tra tutti la vodka) che rimorchia Zingaretti (sempre lui…) in un bar; Ettore Bassi che…non ve lo dico! Dovete andare a vederlo.

Maldamore non vincerà l’Oscar, non cambierà il mondo ma sicuramente vi farà uscire dal cinema con un sorriso dolcemaro perché la domanda vi nascerà spontanea: ma anche io ho le corna?

Maldamore uscirà il 13 marzo nei migliori cinema italiani.

VI PRESENTO… ANTONIO ROMANO – QUADRIFOGLIO (CORTOMETRAGGIO)

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Antonio è un ragazzo poco più che ventenne che ho imparato a conoscere molto bene in questi anni. Abbiamo le stesse origini e le estati in Calabria non sarebbero le stesse senza lui.

Una persona semplice ma allo stesso tempo molto contorta. Come è giusto che sia alla sua età è in fase di sperimentazioni professionali e artistiche.

Qui vi propongo il suo terzo cortometraggio, Quadrifoglio. Se lo stile visivo e sonoro è molto curato e in stile sperimentazione cinematografica (che può essere allo stesso tempo un pregio e un difetto)…la stesura del testo, scritta sempre da lui, è sorprendentemente matura (personalmente mi ci sono ritrovato molto e ho qualche anno in più dell’autore, ndr) e fa ben sperare nei prossimi progetti…perché la stoffa c’è e si vede.

Orgoglioso di presentarvelo.

“SAPORE DI TE” : RECENSIONE DEL NUOVO FILM DEI VANZINA

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Una cosa che io amo è l’onestà. Onestà di sentimenti, di idee, di intenzioni…e quindi in base a questa mia premessa bisogna essere onesti, evitando facili snobismi, anche riguardo a questo film.

Quando mi trovo a fare una recensione di una qualsiasi cosa tengo sempre presente un motto inglese che mi di venne insegnato all’inizio della mia attività giornalistica: “Does it what it says on the can?” che tradotto letteralmente vuol dire “fa quello che dice sulla lattina?” che, messo in un italiano migliore, vorrebbe dire “mantiene la promessa fatta dalla confezione/pubblicità?”. Ecco… la risposta immediata per Sapore di Te è un ovvio si.

Con la premessa consapevole che si sta andando a vedere un film dei Vanzina, che potremmo tranquillamente aspettare di vederlo in TV… se si decide, come ho fatto io, di andare al cinema a vederlo è perché abbiamo voglia di leggerezza e qualche risata (anche scontata e casereccia).

Detto ciò, come è il film? Il film è molto gradevole e ripropone la formula dei vecchi Sapore Di Mare con un’ambientazione che si sposta dagli anni 60 agli anni 80; la cosa buffa che ho notato in sala è che c’erano molti giovani ma tra canzoni e citazioni che solo chi ha vissuto -o quantomeno realmente amato quegli anni- può aver colto, mi sono trovato spesso a ridere quando ridevano gli altri ma a ridere anche quando gli altri non lo facevano.

Un film dal sapore amarcord consigliato soprattutto dai 30anni in su in cui vengono raccontati e riesumati gli status symbol, gli usi e i consumi di un decennio che ha lasciato il segno; dove la politica, il gossip, i tradimenti, i primi amori e tutto quello che gira intorno a essi sembrano rimasti immutabili nel corso del tempo.

Tra gli attori spiccano la mia amata (e sottovalutata) Nancy Brilli e un formidabile Maurizio Mattioli che riesce ad equilibrare benissimo la sua romanità senza mai scadere (troppo) nell’ovvio. Vincenzo Salemme, Serena Autieri, Paolo Conticini, Martina Stella, Katy Saunders, Virginie Marsan,Giorgio Passotti, Valertia Graci… fanno tutti il loro lavoro in modo onesto e piacevole. Un occhio di riguardo va anche per il giovane Eugenio Franceschini che nel film fa innamorare tutte le teenagers…e in sala tutte le “teenagers dentro”.

La colonna sonora è ben pensata, infatti presenta brani famosissimi ma non scontati…quasi a voler rafforzare l’intento di film cult; non passa inosservata alla mie orecchie Non Voglio Mica La Luna di Fiordaliso, da sempre la mia canzone italiana preferita. Ma come non menzionare anche Surivor del compianto Mike Francis? e Tropicana del Gruppo Italiano?

Un film gradevole da vedere soli o in compagnia per svagarsi quell’oretta e mezzo e tornare in un mondo dove non esistevano cellulari, computer a portata di tutti e gli incontri erano segnati dal destino.

Il film alla fine fa un riassunto su quello che succederà ai protagonisti….e questo chiude un po’ la possibilità di un Sapore Di Te…Un Anno Dopo. Ma ancora non so se questo sia un bene o meno.

“Does it what is says on the can?”. La riposte è si…con un bel sorriso aggiunto.

FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO: RECENSIONE

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Chi di voi oltre me sono o sono stati convinto di andare a vedere un film della Disney con protagonista un pupazzo di neve doppiato (in modo sublime) da Enrico Brignano? Ovviamente con premesse come questo (divertentissimo a mio avviso) teaser non si poteva pensare altro…

Io completamente ipnotizzato da Olaf (il nome del pupazzo di neve) non ho poi fatto caso a nient’altro: nella mia mente c’era solo lui…che oltretutto mi faceva mori dal ridere ogni volta che vedevo una pubblicità.

Allora, se ancora dovete andare a vedere il film dovete sapere che Olaf è solo un personaggio secondario che appare nel secondo tempo e che in realtà la trama si basa su un rapporto tra due sorelle e dai problemi che susseguono quando la più grande delle due (destinata a diventare regina) perde il controllo dei suoi poteri che rendono ghiaccio tutto quello che tocca.

Sicuramente se il trailer per la TV fosse stato questo non c sarebbero state grosse delusioni da parte mia:

Quindi dobbiamo considerare questi film più nel filone principesse che nel filone Nemo.

Con questa premessa lo spirito d’approccio del film cambia completamente: potete capire la mia frustrazione per tutto il primo tempo in cui Olaf si vede solo per 5 secondi e per il resto le due sorelle non fanno altro che cantare “drammi esistenziali”.

Ma nel secondo tempo tutto cambia, la musica diminuisce e le battute aumentano e si ritrova un giusto equilibrio di un bel film natalizio della Disney.

Sicuramente un passo indietro a livello qualitativo rispetto a Ralph Spaccatutto che l’anno scorso non solo mi aveva sorpreso ma mi aveva anche inaspettatamente commosso fino alle lacrime.

Bisogna ammettere che gli effetti speciali soprattutto nel momento della costruzione del castello di ghiaccio sono molto suggestivi….ma io avrei usato meno effetti speciali e avrei messo pià Olaf

Quindi, cara Disney, posso avere un film per il natale 2014 con come protagonista un pupazzo di neve di nome Olaf?! Me lo devi. Grazie.

 

UN BOSS IN SALOTTO: RECENSIONE

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Sarò onesto, sono finito a vedere questo film per caso e quello che avevo sentito dire su questo film era così contrastante che non me ne ero fatto un’idea pre visione. La scelta “all’ultimo minuto” era tra questo e Colpi Di Fortuna, essendo quest’ultimo nella lista nera dei film che non vorrò mai vedere, io e la mia amica in incognito abbiamo optato per Un Boss In Salotto; tutto sommato abbiamo pensato che potevamo rifarci gli occhi con Argentero ;)

La trama è molto basiate: Ciro è un boss della camorra che,in attesa del processo,sconta gli arresti domiciliari in provincia di Bolzano, a casa della sorella Cristina e del di lei marito Michele. Cristina in realtà si chiama Carmela e ha mantenuto segreto le sue origini partenopee con tutte le conseguenze che l’arrivo del fratello possono avere nella sua apparente perfetta famiglia.

Il film sebbene sia una commedia all’italiana molto semplice e molto terra-terra, risulta essere molto godibile con molte battute azzeccate e recitazione impeccabile di tutti i suoi protagonisti: Rocco Papaleo nei panni del boss sembra quasi un fumetto, Paola Cortellesi bravissima a mantenere la parte della signora del nord con un accento impeccabile, Luca Argentero a suo agio come non avevo mai visto, menzione speciale ad una divertentissima Angela Finocchiaro nei panni della donna razzista e arrivista del nord. Anche i baby attori non se la cavano niente male…

La riuscita di questo film si deve quindi all’azzeccato cast che riesce a equilibrare bene una trama a volte scontata.

Riassumendo in una frase porte dire: se vi va di trascorrere un’ora e mezzo in allegria senza troppe pretese allora questo è il film che fa per voi. Non vi cambierà la vita ma vi metterà un sorriso sul viso.

Un’ultima nota di apprezzamento va sicuramente all’azzeccatissima colonna sonora, specialmente il trash di A Me Piac A Nutella del Piccolo Lucio che ben rappresenta l’esasperazione trash del filone neomelodico campano.

RECENSIONE: VIAGGIO SOLA di Maria Sole Tognazzi

 

 

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A volte ci sono quei piccoli film che non ti aspetti. Quelli che quando ti chiedono come è tu dici “se ti capita vai a vederlo…non è un capolavoro, ma se ti capita vallo a vedere”. Ecco, Viaggio Sola è proprio un film che se vi capita dovete andare a vedere perché il biglietto e la sua ora e ventiquattro minuti meritano il vostro tempo.

Viaggio Sola è uno di quei film che inevitabilmente, chiunque tu sia e faccia nella vita, ti fa riflettere su te stesso, le tue abitudini, le tue scelte… e racconta benissimo le psicosi, le conseguenze e gli impatti che esse hanno nella tua vita e in quella di chi ti circonda.

Un film in cui è quasi impossibile non ritrovare un pezzo di te, della tua vita, della tua storia.

Il film, per raccontarlo in poche righe narra di una 40enne e la sua scelta, voluta da lei o dalla vita, di viaggiare da sola sia per lavoro (è l’ospite a sorpresa per rilevare la qualità degli hotel a cinque stelle di tutto il mondo) sia nella vita. La sua solitudine si incontra e scontra con la vita piena delle persone appartengono alla sua quotidianità: una sorella presa dai mille impegni tra figlie, marito, lavoro e testa fra le nuvole con la quale il rapporto è talmente forte da essere spesso conflittuale; un migliore amico che poi è anche un ex…con tutto quello che ne consegue; un incontro di viaggio che ti fa riflettere sulla vita e su dove questo mondo sta andando…

Un piccolo film con attori azzeccatissimi -una splendida Margherita Buy, Stefano Accorsi, Giammarco Tognazzi, Fabrizia Sacchi diretti da Maria Sole Tognazzi -, bei dialoghi, una bella fotografia, belle locations…. tutto senza strafare, quasi sottovoce. Un film che ti riporta al valore della parola intimità.

Se vi capita, andate a vederlo.

 

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DOMANI, VENERDÌ 10 MAGGIO, 4 STARS DEL CINEMA TI ASPETTANO LUX DI ROMA ORE 20.

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Claudia Gerini, Maria Grazia Cucinotta, Federico Zampaglione (TULPA in uscita il 20 giugno 2013) e Giancarlo Giannini (TI HO CERCATA IN TUTTI I NECROLOGI in uscita il 30 maggio 2013)

ti aspettano al cinema dal 9 al 16 MAGGIO 2013 per una grande FESTA!

In occasione della FESTA DEL CINEMA, che si svolgerà in tutta Italia dal 9 al 16 Maggio, il circuito di sale Cinema di Roma (Cinema Alhambra, Multisala Barberini, Cinema Intrastevere, Multisala Lux, Multisala Odeon, Cinema Tibur) si avvarrà della straordinaria collaborazione di testimonial di eccezione che coinvolgeranno il pubblico in un’esperienza unica!

Claudia Gerini, Maria Grazia Cucinotta, Giancarlo Giannini e Federico Zampaglione indosseranno le divise dello staff sostituendosi ad esso. Un’occasione imperdibile per incontrare e conoscere personalmente i propri beniamini, impegnati a servire il pubblico nelle vesti inconsuete di cassieri e baristi!

Un modo originale non solo per supportare e promuovere l’iniziativa, ma anche e soprattutto per dire grazie al pubblico per la sua fedele e appassionata presenza!!

La Festa del Cinema consentirà a tutti di accedere agli spettacoli cinematografici a prezzo ridotto, al costo di 3 euro per ciascun film e 5 euro per le proiezioni in 3D. Per avere il biglietto scontato non occorre fare altro che andare al cinema e scegliere uno dei film in programmazione.

E buona visione!!

Per ulteriori informazioni consultare ilsito:

www.cinemadiroma.it

(Comunicato Stampa)

RECENSIONE: GLI AMANTI PASSEGGERI di PEDRO AMLODOVAR

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Non si può recensire un film di Pedro Almodovar senza fare un piccolo preambolo: Sicuramente uno dei registi che (come probabilmente molti di voi) amo di più! In grado spesso di farmi piangere sia dalle risate che per la tristezza….e molto spesso nel giro delle stesse due ore ! Ma questa è un’arte che Almodovar ha affinato nel corso degli anni. Nelle sue prime pellicole invece il suo senso dell’umorismo era più grezzo…quasi greve. Per quelli della mia generazione i suoi film sono stati quasi come delle “navi scuola” per l’educazione sessuale…

Quando ho saputo che per questa occasione sarebbe stato un po’ un ritorno alle sue origini scanzonate, mi ero entusiasmato. Ho amato l’Almodovar baraccone… sfortunatamente però il film, nonostante buone intenzioni e momenti anche divertenti non può essere annoverato tra i capolavori di Pedro né può essere paragonato alle belle imperfezioni delle sue prime pellicole. Forse con l’età e con il successo anche il suo modo di trasgredire si è un po’ – e inesorabilmente- imborghesito.

Detto ciò il Gli Amanti Passeggeri è comunque godibile, divertente, a tratti irriverente; ottima la scelta di ambientarlo quasi in un unico ambiente che riporta molto a quei film teatrali di un tempo.

Per concludere dire: se ci volete andare apposta, potete aspettare. Se invece andate con degli amici per una serata senza pretese e uno di loro dice “ma il film di Almodovar?”…ecco, allora si.

Voto: 6 1/2

 

R.I.P. MARIANGELA MELATO

 

 

 

MARIANGELA MELATO

Roma, 11 gennaio 2013.

Erano giorni che non sapevo come riprendere il mio blog per questo 2013 che tanto bene non è iniziato. Io, lo sapete, cerco sempre di essere allegro e di farvi sorridere, alleggerire l’anima con i miei racconti ma in questi giorni non c’è stato modo di trovare ispirazione allegra e leggera.

Oggi poi già mi son svegliato con la luna storta…apro il computer e leggo sulla bacheca di Paola Iezzi che è morta Mariangela Melato. Ancora con poca caffeina in corpo cerco di capire se ho afferrato bene o sono ancora bionda. Sfortunatamente ho compreso bene: Mariangela Melato ci ha lasciati.

Proprio pochi giorni fa su Rai 1 hanno dato Filomena Marturano (con Massimo Ranieri) in replica: mi piaceva così tanto… infatti, io che non son poi un grande frequentatore di teatri, ho sempre detto tra me e me che lei l’avrei vista volentieri…. peccato, troppo tardi.

Mariangela Melato sin da bambino ha sempre catturato il mio interesse e la mia curiosità, ho sempre apprezzato il suo enorme talento, il suo “non risparmiarsi” mai, il suo essere bionda, la sua fisicità così particolare e il suo rendere sublime anche il più trash dei lavori. Non credo ci sia mai stata una volta in cui, comparsa la Melato sulla mia TV, io abbia cambiato canale.

R.I.P. Mariangela, mi mancherai. Ci mancherai.

 

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TED: IL FILM. PICCOLA RECENSIONE (ma proprio piccola piccola, eh!)

 

Ieri sera sono andato al cinema (Multisala Lux, Via Massaciuccoli 33, Roma) con la mia amica Michela a vedere Ted. Già la settimana scorsa saremmo dovuti andare ma causa influenza intestinale abbiamo dovuto rimandare. Avendo letto e sentito solo parlare molto di questo film, potete immaginare la mia/ nostra voglia di recuperare il nostro appuntamento!

 

Sfortunatamente l’eccitazione non ha trovato il riscontro sperato; sebbene l’opera prima di Seth MacFarlane (autore de I Griffin, American Dad etc) sia divertente, non fa sbellicare dalle risate come ci saremmo aspettati.

Come prevedibile è nelle parti politicamente scorrette che il film dà il meglio di se.

Molto divertente è l’ossessione “tributo” ad un capolavoro trash come Flash Gordon (peccato non aver inserito Ornella Muti…italianità a parte, ci sarebbe stata tutta).

 

La trama è quella che è…e proprio per quello forse mi aspettavo qualcosa di più nel versante umoristico.

Comunque un film gradevole…ma consigliato esclusivamente “in cassetta” a casa. Possibilmente soli e con una bottiglia di vino (o una canna*, come farebbero i protagonisti) e un paio d’orette da buttar via.

 

Voto: 6 ½

 

 

*ovviamente questa è solo una battuta che si rifà al film. In nessun modo questo blog vuole incitare all’utilizzo di droghe, leggere o pesanti che siano.

 

INTERVISTA A IVAN SILVESTRINI, regista di COME NON DETTO: STORIA DI OCCASIONI COSTRUITE.

Che io abbia amato il film Come Non Detto non è un mistero, soprattutto dopo aver fatto questa recensione.

Il giorno dopo averlo visto contatto Ivan Silvestrini, il regista del film, su Facebook e, con la faccia tosta che mi in queste situazioni mi contraddistingue, gli chiedo un’intervista. Lui gentilmente me la concede. Eccola.

Ciao Ivan,
prima di tutto un grazie per aver accettato questa intervista.

Vorrei iniziare dal presente. Da qualche settimana è uscito il tuo film di debutto Come Non Detto. Come nasce questo film? C’è qualcosa di autobiografico?


Il film nasce dalla penna di Roberto Proia, si tratta di una versione romanzata della sua vita, ma c’è molto di me, più di quanto si possa pensare, se non nella trama principale, nelle sensazioni di cui la storia è intrisa.

Il film è già un piccolo cult per la comunità LGBT. Ci speravi? Quale era il messaggio che speravi uscisse fuori dal film?

Ci speravo si! Questo vuole essere un film per tutti, ma ho sempre sperato che parlasse dritto al cuore della comunità LGBT. Questo film contiene tanti messaggi a volerli vedere, uno su tutti quanto sia liberatoria e potente la verità. Io non ritengo che il coming out sia un obbligo sociale, molti rapporti nella nostra vita non necessitano di questa informazione, ma se “la felicità è reale solo se condivisa” allora forse non bisognerebbe precludersi la possibilità di condividerla con i nostri cari.

Nel film sono presenti nomi noti come Monica Guerritore, Ninni Bruschetta e Francesco Montanari. Come ti sei approcciato a loro? E’ stato facile convincerli?

Hanno accettato subito, per tutti era un ruolo in controparte: Monica conosciuta per i suoi ruoli drammatici poteva essere svampita e un po’ pazza, Ninni poteva fare il suo ruolo preferito (quello del padre) in totale antitesi con il modo in cui vive la sua vita personale, e vabbè… Montanari che passa dal Libanese alla Drag Queen era una sfida che un attore intelligente come lui non poteva non accettare!

La colonna sonora è affidata a Syria (con la collaborazione di Ghemon). Scelta, a mio avviso, perfetta. Come mai proprio lei?

La colonna sonora è di Leonardo Rosi, Syria e Ghemon firmano la title track. Syria è un’amica di Roberto, evidentemente sensibile al tema del film, il suo brano racconta perfettamente la catarsi finale e lo spirito ottimista del film.

Bilanci del film?

Il film è piaciuto molto, ricevo di continuo lettere di ragazzi e ragazze che lo hanno amato al punto da tornare al cinema 3 o 4 volte, anche la critica lo ha in larghissima parte apprezzato e salutato come una ventata di “nuovo”, per il mio esordio non potevo chiedere soddisfazione maggiore.

Ai più attenti il tuo nome non risulterà proprio nuovissimo in quanto sei il regista e l’autore di una serie web, STUCK, di molto successo.
Vuoi raccontare a chi ancora non è familiare con la serie di che si tratta?

STUCK parla di una generazione che si sente impantanata, bloccata, “stuck” appunto. E lo fa attraverso le gesta non proprio eroiche di David Rea, un torbido ma affascinante esperto di blocchi esistenziali, interpretato da Riccardo Sardonè. In ogni episodio David cerca di sbloccare un cliente con un diverso problema, mentre la sua vita personale implode in un vertiginoso precipitare di eventi.

Come nasce l’idea?

L’idea nasce dall’urgenza espressiva di non rimanere “stuck” nella mia vita di ex studente di cinema nell’attesa potenzialmente perenne di un esordio cinematografico (non è andata così, ma anche grazie a STUCK). Penso che la mia generazione (e temo non solo la mia) abbia questa sensazione di essere bloccata, senza la possibilità di fare alcunché nella propria vita. Beh, secondo me “fare” è proprio la chiave, non si può aspettare l’occasione, e neanche cercarla, bisogna costruirla.

Pensato di fare delle extened versions degli episodi?

No, questa è una web series e il format che abbiamo scelto è il massimo della durata per episodio che la rete possa reggere, l’attenzione del pubblico online è ridottissima, un video di 10 minuti come i nostri rischia spesso di essere ignorato anche solo perché “dura troppo”. Sono felice che la gente ne voglia di più! Per questo ci sono gli altri episodi!

La serie sta, come detto, sta avendo un enorme successo: si mormora che anche Gwyneth Paltrow sia una fan. Questo forse al fatto che, nonostante sia un prodotto interamente italiano girato in Italia, è tutto recitato in inglese. Come mai questa scelta?

Se quella di Gwyneth non è una battuta voglio assolutamente sapere come lo sai! (L’ho letto da qualche parte ma non ricordo dove, ndIGOR)
In compenso di recente ho scoperto che Katherine Kelly Lang (la Brooke di Beautiful) ci segue!
Ci siamo scritti un paio di mail smile:)

la scelta dell’inglese nasce per due motivi:
1. Non precludersi un pubblico mondiale (che non seguirebbe mai in massa un prodotto sottotitolato), dato che il web esiste per questo, mettere in contatto gente di tutto il mondo.
2. Una scelta estetica di scrittura, amo lo humor anglosassone, Stuck non poteva che essere in inglese per poter scrivere quelle battute, se provate a recitarvi in testa le battute nei sottotitoli italiani capirete che non sarebbe stato credibile. Come qualcuno l’ha definita, in definitiva Stuck è una serie “astratta” sui rapporti umani.

Vedremo STUCK 2?

Presto vedremo gli ultimi 4 episodi della prima stagione, la seconda stagione dipenderà dal successo della prima, dall’interesse di ipotetici sponsor, e da innumerevoli fattori, ovviamente spero di si!

Progetti futuri?

Ne ho vari, non so quale si muoverà per primo, vedremo! :)

…l’ultima cosa, io sono a Roma e parlo un ottimo inglese, posso essere un paziente di David Rea? :p

ahaha beh aiutaci a crescere e magari si, perché no? (VOI SIETE TESTIMONI CHE LO HA DETTO!!!)

Qualcosa da aggiungere?

Grazie di cuore, grazie a te e alle persone come te che sono curiose e affamate.

Grazie a te Ivan è stato un vero piacere! :)

Vi ricordo che Come non detto è nei cinema.

Per vedere (dovete assolutamente, eh eh eh)  la serie STUCK basta cliccare qui, non ve ne pentirete!

COME NON DETTO – Recensione & Riflessione.

Di storie a tematica omosessuale al cinema ne abbiamo viste tante, ma raramente mi era capitato di vedere un film su quello che è il momento forse più intenso e temuto nella vita di un gay: il Coming Out (il dichiararsi, per chi ancora non lo sapesse).

Come Non Detto, film d’esordio di Ivan Silvestrini (qui l’intervista che ho fatto a lui), si definisce Il Manuale Del Coming Out. E non delude le attese.

Il fatto che la trama sia incentrata sui tentativi del giovane Mattia, interpretato da Josafat Vagni, di rendere perfetto il momento della comunicazione del suo orientamento sessuale,  rende l’accettazione dell’omosessualità, sia sa parte del protagonista che da parte del mondo a lui circostante, un fattore secondario e normale. Le fasi, quasi inevitabilmente, stereotipate di molte giovani vite gay, vengono qui raccontate con delicatezza, garbo, ironia e verità come raramente mi era capitato di vedere in un film: i primi dubbi, gli attacchi omofobi, i primi turbamenti sessuali, il primo bacio, la prima volta, i primi sconforti, le prime lacrime di gioia e tutti i passaggi del percorso dello sviluppo del proprio io; Tutto,  anche l’emozione e l’imbarazzo del primo locale gay (qui il Muccassassina con un imperdibile Francesco Montanari nei panni della Drag Queen Alba Paillettes), è raccontato con magistrale ironia e accurata garbatezza.

Un film che gode di una sceneggiatura, un montaggio e una recitazione che quasi ti fanno dubitare che il tutto possa venire da una produzione nostrana. Una storia così vera che ti fa domandare come sia possibile che l’Italia sia così indietro per quanto riguarda i diritti civili della comunità GBLT.

Credo che per molti gay, specie della mia generazione, vedere questo film sia come fare un tuffo nel proprio passato e nella propria vita. A volte con un amaro sorriso sul volto. Ma con la consapevolezza che le rivincite, nella vita, posso arrivare se solo si cercano.

Certo, è un film e tutto sembra più bello e più facile. Ma del resto, quando la vita è quella degli altri ad essere vissuta e raccontata, non sembra sempre più facile della nostra?

Nel film è fondamentale il fondersi di tutti i personaggi secondari che hanno gli stessi spazi e la stessa importanza nella stesura del film. Dalla nonna 83enne che non si arrende alla vecchiaia e decide di trovare lavoro, il padre (Ninni Bruschetta) di stampo tipicamente italiano e al confine con l’omofobia, alla madre (Monica Guerritore) premurosa e apprensiva, la  sorella (Valentina Correani) al limite del coatto, la classica amica (Valentina Bilello) innamorata del suo migliore amico gay. E poi lui, il grande amore, capace di farti fare passi da gigante (dal fare coming out al trasferirsi all’estero).

Tutto in questo film è raccontato in modo delizioso. Mai volgare, sempre ironico. Un film in cui le ristare e le lacrime di mischiano e susseguono come fossero un tutt’uno. Come del resto è la vita.

La colonna sonora è poi perfetta: una canzone d’amore delicata interpretata da Syria (che io adoro…) Featuring Ghemon.

Un film che mi ha fatto ricordare, con un sorriso, il mio (i miei, per l’esattezza) coming out. Ma quello, forse, è tutto un altro post….

Da vedere.