Archivi categoria: Icone gay

ICONE GAY MADE IN ITALY. I PER IEZZI PAOLA & CHIARA

PAOLA & CHIARA

Canzone simbolo: Vamos a Bailar (esta vida nueva)
Gemma dimenticata: Arrivederci, Addio
Canzone gay-friendly: Viva El Amor / Fino Alla Fine

 

Alcuni di voi si domanderanno come mai ho deciso di mettere Paola & Chiara alla lettera I e non alla P.

Il motivo è semplice: ho smesso di considerare le due sorelle milanesi come un’unica entità dal momento in cui si sono prese una pausa di riflessione per capire in che direzione dovevano andare sia come artiste che come donne.

Quella pausa portò a progetti solisti che mi aiutarono a capire che Paola Iezzi e Chiara Iezzi non erano solo due sorelle che formavano il duo Paola & Chiara, ma due artiste individuali che spesso e volentieri univano le forze – professionali, emotive ed economiche- per il progetto Paola & Chiara.

Forse mi sbaglio, forse no. Fatto sta che in questa estate 2012 le sorelle Iezzi si stanno dividendo tra apparizioni come duo a nuove sperimentazioni soliste. Rassicurando i loro fans – e forse anche loro stesse- che le due cose possono coesistere senza problemi.

Una delle cose che amo maggiormente di Paola & Chiara è come nel corso degli anni siano riuscite a crearsi un’immagine ben distinta nonostante si siano continuamente reinventate e reincarnate in qualcosa di nuovo, abbiano sperimentato suoni e generi (dalle sonorità irlandesi, al rock per arrivare a tutte le sfaccettature del pop) e abbiano rischiato tanto pur di non rimanere intrappolate al fenomeno da tormentone.

Eppure, con un successo quale è stato Vamos A Bailar, il rischio era alto.

Vamos A Bailar è e rimane un indiscusso successo estivo, tanto da essere anche stato eletto tormentote degli ultimi 20 anni nel 2009 da un sondaggio di TV Sorrisi e Canzoni.

Ma questo pezzo non solo ha regalato alle due ragazze una nuova strada da percorrere, ma ha colpito il cuore di molti (tutti?) i gay italiani (e non).

L’album da cui è tratto, Television, è ormai una pietra miliare della discografia gay-friedly Made In Italy, grazie alla sua profonda  leggerezza. Dietro a questi suoni allegri si nascondono parole profonde, come dietro a molti sorrisi e tanta apparente allegria di molti gay si nasconde in realtà ben altro.

E’ grazie a Television che molti loro fans gay hanno continuato nel corso degli anni a seguirle ed eleggerle icone gay nostrane.

Detto ciò, sono stato parecchio a riflettere su quale canzone potesse essere la più gay friendly di tutte quelle contenute nell’album E l’ovvia scelta è caduta su due brani ormai storici:

Da un lato abbiamo Viva El Amor, canzone del Gay Pride italiano targato 2001:

Dall’altra parte abbiamo Fino Alla Fine con un video tributo al mondo gay, con atmosfere che sembrano strizzare l’occhio ad Almodovar e a Pierre et Gilles.

Io, per una volta, non so decidere e visto che loro sono due…scelgo due canzoni. Il blog è mio e le regole le faccio io. Ah.

Per quello che mi riguarda  ricordo chiaramente (e paolamente…. perdonatemi, sono in modalità cazzeggio) il momento in cui decisi che, su di me, avevano vinto: il video di Ci Chiamano Bambine: quel video era come se volesse porre la parola fine a un capitolo. Con quelle immagini Paola & Chiara finalmente si riprendevano la loro individualità personale. Da lì si riprendeva un percorso alla ricerca di qualcosa di nuovo. Che magicamente corrispondeva con il mio…

Ma non sono qui a raccontarvi la loro storia, per quello c’è wikipedia. Quello che vorrei evidenziare è come questa evoluzione di immagine e suoni sia arrivata fino a regalarci un album come Festival. Un album che non solo ha dei singoli di impatto radiofonico incredibile, ma è nella sua interezza un piccolo grande capolavoro.

Ci sono pezzi che io consiglio a tutti di riscoprire come la struggente Arrivederci, Addio: gemma assoluta dell’intera discografia delle sorelle Iezzi.

Il capire il nuovo che avanza forse è quello che ha permesso a Paola & Chiara di creare floridamente. Sono infatti tra le prime artiste italiane a utilizzare il web e i social network in prima persona sin dai tempi di MySpace (RIP) per comunicare, cercare e promouovere a 360 gradi i loro mondi.

E’ grazie proprio al web e alla loro disponibilità che io, come molti fans, sono entrato a contatto diretto con queste due bambine diventate donne che, a metà tra dive d’altri tempi e “gente de noartri”, rende la loro conoscenza ogni giorno più stimolante e, appunto,  profondamente leggera. Paola e Chiara Iezzi, appare ovvio, non ci hanno mai voluto prendere in giro cercando di avere, essere, dire o farci credere cose che non erano.

Quello che spesso in molti dimenticano è che loro se la cantano e se la suonano. In tutti i sensi. Si scrivono, producono, cantano tutto in proprio…e allontanandosi dalle major hanno preso le redini in mano fondando la loro etichetta indipendente, la Trepertre.

Io da anni sostengo la stessa teoria: fossero nate in Inghilterra e si fossero chiamate Paula & Claire, forse il loro destino artistico sarebbe stato ben altro. Gli italiani si sa, quando si tratta di pop, sono sempre pronti a iconizzare chi viene da lontano…dimenticando spesso i talenti che hanno in casa.

Per avallare questa mia teoria basta andare a riascoltarsi l’album Win Th Game che, durante il mio soggiorno londinese, tanto è piaciuto a chiunque lo facessi ascoltare.

Ma basterebbe anche solo riascoltare questo pezzo:

Attendendo il nuovo capitolo di Paola & Chiara vi voglio segnalare:

i due pezzi di Paola per questa estate 2012:

Xcept you, pezzo preso in prestito dalla moda

In adorazione di te : collaborazione col cantautore toscano Stiv

E il brano di Chiara

L’altra parte di me: bellissima ballata dalla colonna sonora del film Maledimiele

Ogni bene,

Igor

ICONE GAY MADE IN ITALY. F PER FIORDALISO

FIORDALISO

Canzone simbolo: Non voglio mica la luna
Gemma dimenticata: Il Portico di Dio
Canzone gay-friendly: Il mare piu grande che c’e’ (I Love you man)

Marina Fiordaliso. Basterebbero cinque parole per concordare con me perche’ inserirla in questo mio scanzonato dizionario: Non Voglio Mica La Luna.

Non per niente e’ la mia canzone italiana preferita…e anche il mio cavallo di battaglia al karaoke! Credo che queste come credenziali possano bastare…ma so gia’ che chi sta leggendo ha bisogno di altro….
Identificare la canzone più gay-frindly nel suo repertorio e’ stato comunque facile… E’ bastato cercare la canzone che più ho sentito mia nel corso degli anni:

E qualche volta ho peccato
Perfino di ingenuità
In qualche letto sbagliato
Qua e là
Ma dimmi chi non lo fa

Trent’anni vedi non mi fanno male
Mi sento giusta così
Con questa notte da spogliare
E questo mare che poi ci bagnerà

I love you man……

Potrei arrivare a dire che sono tra le strofe che meglio possano descrivere un gay che si trova davanti al dato di fatto che e’ il tempo che passa…

Nonostante negli ultimi anni la sua produzione discografica si sia diradata, Fiordaliso rimane tra le artiste che più hanno influenzato, emozionato e accompagnato i primi 36 anni della mia vita.
E’ nella sua voce raucamente vellutata la sua forza; forza che usa per entrarti dentro.
Vorrei ricordarvi questa interpretazione risalente a Sanremo 2002:

Ti auguro di avere un bel rimpianto
Di quelli che ti spaccano a metà
Di piangere due lacrime ogni tanto
Sicuramente a me succederà

Lo so farò di tutto per scordarti
Sai quanti ne trovo come te
Ma consolarsi con gli amori svelti
Per una donna…facile non è

Ricordo ancora quando sentii questo pezzo per la prima volta: era il mio primo Sanremo a Londra (ma questa è un’altra storia…). Rimasi senza fiato e con gli occhi lucidi. Attendevo un ritorno di Fiordaliso nella kermesse canora da tempo…ma questo brano era andato oltre le mie (già alte) aspettative.
Una canzone e un’interpretazione degne di un film di Pedro Almodovar dove corpi e colori hanno solo una passionale e surreale sessualità senza tempo e senza età.
Con Accidenti a te Marina era riuscita a raccontare in modo credibile una sofferenza in cui chiunque fosse stato lasciato per “l’illusione che lasciarsi fa ringiovanire” si poteva riconoscere.

Ma il raccontare la sua età e le sue esperienze (anche con canzoni scritte da altri) e’ stata sempre una costante nella carriera di Marina che è infatti sempre riuscita ad identificare il suo pubblico, sia quello già consolidato che quello potenziale:
Passando dalla mamma (giovane) de Il mio angelo alla donna che finalmente ha voglia di giocare con la sua sensualità e femminilità’ di Cosa ti farei, Fiordaliso ha per anni offerto e cercato rinnovo e cambiamento nel suo essere fedele a se stessa ed è stata evidente la sua voglia di non rimare fossilizzata in uno schema ma di rischiare sia come donna che come artista. Scelta che forse, nel secondo caso, non ha portato i frutti sperati (e meritati) ma che ha poi permesso l’esplorazione di altri talenti e aspirazioni.
Come (troppo) spesso succede la gente tende a identificare un artista solo dal suo cavallo di battaglia dimenticando che spesso sono le cose che non si conoscono ad essere le più belle e intimistiche.
Nonostante Non Voglio Mica La Luna sia la mia canzone italiana preferita…questo non toglie il fatto che Fiordaliso abbia fatto anche canzoni più belle e spesso ignorate dal grande pubblico.
Io v’inviterei all’ascolto de il Portico di Dio (tratto dall’omonimo album):

Ma anche pezzi come:
E tu che guardi me:

In uno soazio senza fine:

Io onestamente non so se Fiordaliso sia veramente considerata un’icona gay….ma in ogni caso meriterebbe maggiore attenzione dal pubblico arcobaleno e per capire perché basti leggere quest’estratto da un’intervista rilasciata a gay.it a Luglio:

Che rapporti hai con il pubblico gay?
Per me la parola gay non esiste. Sono tutti uguali, non mi fa né caldo né freddo se uno è gay o meno. Forse ti posso dire che i gay sono in genere un po’ più caldi, perché hanno meno inibizioni, quindi credo che questo concerto mi darà un po’ più di soddisfazione. Per il resto io trovo che dire “il pubblico gay” sia un po’ come costringere delle persone in una categoria. Per me c’è il pubblico e basta. Se poi vogliamo dire gay perché ci sono dei gusti sessuali diversi allora va bene. Ma io non vedo nessuna differenza: l’ho sempre pensata così, fin da quando sono una ragazzina, non è che sono diventata così…
E cosa mi dici a proposito delle rivendicazioni che il “mondo gay” porta avanti?
In quelle hanno solamente ragione. E’ un po’ come le femministe… Però io devo dire che io avevo degli amici gay all’inizio della mia carriera (e che ho tuttora) e allora erano veramente guardati a vista: c’erano i genitori che quando sapevano che il figlio era gay si facevano venire un mezzo infarto. Adesso si fanno venire solo un po’ di febbre… piano piano le cose sono un po’ cambiate. Uno può dire “Ah, mio figlio è gay” senza scomporsi più di tanto. Almeno al nord; al sud è ancora un po’ una tragedia.
Quindi saresti anche d’accordo col matrimonio gay?
Ma scherzi? Io non capisco nemmeno perché non lo fanno. Non ha senso per me, non vedo nessuna differenza: io sono talmente avanti con la testa che trovo assurdo anche fare manifestazioni, però capisco che non sono tutti come me. Il fatto, ad esempio, che una coppia gay non può adottare un bambino, io lo trovo talmente assurdo che non lo riesco a capire, però purtroppo la realtà è questa e bisogna fare anche le manifestaazioni.
Ti è mai capitato di interpretare una canzone in cui trattavi di argomenti vicini all’omosessualità?
Io l’ho sempre voluto fare negli anni ’80, ma me l’hanno sempre proibito. Avevo la fissazione di fare la canzone di una donna che aveva un amore per un’altra donna; ma me lo hanno sempre proibito, sempre, sempre, sempre. Mi hanno sempre detto che non sarebbe stato capito, che non era il caso… Io mi ricordo di una canzone bellissima che si chiamava “Rosa” di un album, che poi mi hanno completamente stravolta, che parlava di una ragazza che aveva scelto di essere single perché amava un’altra donna, e invece purtroppo le ho dovuto fare amare un uomo. Allora era così… Ma anche adesso è lo stesso. Non mi viene in mente nemmeno un cantante italiano che abbia fatto canzoni in cui si parla di questi argomenti liberamente; manca il coraggio…
Sì. Anche quando l’ha fatto Ivan Cattaneo, poi non si è più visto in giro…
Sì, ma anche lì non era molto chiaro, non si usava i termini precisi, era tutto molto sottinteso: non si usa “io amo lei” e lo dice una donna, o “io amo lui” e lo dice un uomo. Sono in pochi ad averlo fatto, e per ora non me ne viene in mente neanche uno.

Detto ciò io vi invito calorosamente a riprendere familiarita con il suo bellissimo repertorio…in attesa del suo nuovo album (era l’ora….) in uscita per Natale 2011. Sperando che a questo giro la Luna sia solo il suo punto di partenza.

Ogni bene,
Igor

ps vi lascio con un video che a me fa ridere molto…. Marina Fiordaliso with Apple

ICONE GAY MADE IN ITALY. O PER ORLANDO STEFANIA

STEFANIA ORLANDO

Canzone simbolo: CRAZY DANCE
Gemma dimenticata: CRAZY DANCE
Canzone gay-friendly: CRAZY DANCE

AIUTO! Gia’ sento le urla e le ira di tanti gay e fans di Anna Oxa: “ma come la Orlando? non ci sono paragoni…la Oxa e’ la Madonna italiana”; “Non capisci una ceppa… la Oxa e’ la regina del trasformismo…” e roba del genere.

*lascio sfogare* *preparo camomille per tutti*
Posso parlare ora? bene.
Prima di tutto diciamo che sarebbe stato scontato…e i gay non sono MAI scontati.
Sicuramente fino ad un paio di mesi fa la O apparteneva ad Anna (infatti avevo già scritto il pezzo…e tanta meno fatica mi sarebbe valsa copiando quello).
Ma le cose cambiano nella vita e bisogna cambiare anche i punti d vista e i fatti.
Per quanto mi riguarda (e del resto questo e’ il mio blog e queste sono le icone decide da me) un’icona gay e’ anche quel personaggio che da qualcosa alla comunità gay e non si limita ad usare la sua immagine per rinnovarsi ma si rinnova anche avendo sempre lo stesso aspetto.
Io AMO la Oxa e non ricordo di non averla mai ascoltata. Anzi. Ma Stefania Orlando e’ sicuramente uno di quei personaggi che da quando sono tornato dall’Inghilterra mi ha colpito per la sua totale liberta’ di cambiamento e di parola.

Io inizierei dall’attualità: come (spero) tutti sappiate dal 1 al 12 giugno a Roma c’e’ l’Europride.
Tanti personaggi pubblici stanno dando e hanno dato il loro supporto…e, come potete immaginare, Stefania Orlando e’ una di questi; la cosa che mi ha particolarmente colpito e’ il modo garbato e socialmente utile in cui lo fa.
Vediamo insieme il suo video di sostegno alla manifestazione:

e vorrei anche farvi vedere la foto che al momento ha Stefania nel suo Facebook:

Se questo non basta per sentrvi rappresentati da una donna eterosessuale…non so cosa vi serve.

Lo so, ancora non stiamo parlando di musica qui….ma “stiamo uniti” e sarete accontentati.

La maglietta che indossa nel video e’ il motivo per il quale io ho deciso di aggiungerla su facebook. Inizialmente pensavo sarebbe stata solo una pagine di quei personaggi televisivi che stanno li solo per potersi fare pubblicità (con tutta onesta’) …poi scopro una persona sensibile, una persona divertita e divertente. Scopro la CRAZY DANCE!!!!

Io credo che fossero anni che una canzone non mi divertiva a questi livelli. Indubbiamente concepita come un gioco e senza ombra di dubbio regalata ai suoi amici gay. Ma vediamola insieme (se già non lo avete fatto) cosicché possiate seguire i mie commenti e ragionamenti in gaiezza e gioiosità:

AVVERTENZE: I COMMENTI CHE SEGUIRANNO SONO AD ALTO TASSO IRONICO quindi invitiamo a tutti gli utenti a mantenere il sorriso almeno per… 9 anniii 9 anniii! La nostra mail: (CIT)

-CANZONE FAVOLOSAMENTE GAY – C’È
-CANZONE CON BALLETTO DA RIPETERE ESCLUSIVAMENTE SOTTO GLI EFFETTI DELL’ALCOL – C’È
-RITORNELLO AD ALTO TASSO CONTAGIOSO – C’È
-INIZIO FAMILIARE ;-) – C’È
-VIDEO “CHE POTREI AVER FATTO IO QUINDI MI SENTO UNA CANTANTE” – C’È
-ROSA – C’È
– CONTINUO CAMBIO D’ABITO – C’È
-CODINI – C’È
-BONAZZA – C’È

….Manca il chiwawa…ma basta andare qui http://www.youtube.com/watch?v=Wu3JzLdxZZ8 e tutto e’ risolto.

Non potete non aver Voglia di fare la Crazy Dance ora!
La cosa che mi fa amare Stefania (oltre il fatto che interagisce molto di più lei sul mio facebook che i miei “veri” amici….) e’ il messaggio con cui porta in giro questa canzone: LEGGEREZZA. Non faccio altro che sentire questa parola provenire dalle sue labbra. LEGGEREZZA. Questa e’ la parola che io amo di più. Prendere la vita con leggerezza e’ il segreto si una vita sorridente, una vita che ti permettere di scrivere una canzone adatta ai villaggi turistici. una vita gaia. Una vita gay-friendly.

Grazie Stefania per avermi regalato la colonna sonora per la mia leggera ESTATE 2011.

Ogni bene,
Igor

PS spero la Oxa mi perdoni…ma non siamo amici su Facebook quindi non so come contattarla :P

ICONE GAY MADE IN ITALY. V PER VALENTINO VIOLA

VIOLA VALENTINO

Canzone simbolo: Comprami
Gemma dimenticata: Dimenticare Mai
Canzone gay-friendly: Domani è un altro giorno

Viola Valentino è una di quelle icone italiane (gay e non gay) troppo spesso ingiustamente dimenticata, sottovalutata e soprattutto poco considerata.
Eppure nel corso degli anni è una di quelle artiste che con dignità ha sempre cercato di rinnovarsi usando sia il (suo) passato che il presente e il futuro.
Oggi 16 Maggio 2011 mi è sembrato doveroso scrivere su di lei.
Come qualcuno saprà (ma sfortunatamente non tutti) domani, 17 Maggio 2011, è La Giornata Internazionale Contro l’Omofobia. La Canzone ufficiale è la bellissima Domani e’ un altro giorno di Viola Valentino in uscita proprio domani e per l’occasione tradotta in varie lingue.
Questa canzone -tanto delicata nei modi quanto forte nei contenuti- racconta in prima persona le sensazioni di un gay attaccato e picchiato dal branco.
Un bellissimo esempio di come per comunicare messaggi forti non si deve necessariamente usare un linguaggio facilmente e ruffianamente forte.

Personalmente credo che non ci sia madrina migliore per questa la Giornata Internazionale contro l’omofobia poiché la nostra Virginia (il suo vero nome) sin dagli esordi si è sempre mostrata sensibile non solo al mondo gay ma a tutto quello LGBT cantando spesso le loro storie e collaborando con i suoi artisti.

Sarebbe stupido ed inutile negare la leggerezza e la gioia che Comprami, il suo primo singolo e canzone simbolo, emana ogni qual volta che si ascolta, sia essa alla radio, in TV in una serata revival anni ’80 o nelle immancabili sale commerciali dei vari locali gay italiani.
Io, personalmente, amo cantarla a squarciagola:

Comprami,
Io sono in vendita
E non mi credere irraggiungibile
Ma un po’ d’amore, un attimo,
Un uomo semplice
Una parola, un gesto, una poesia,
Mi basta per venir via
Felicita’
E’ una canzone pazza che cantare mi va
Una musica che prende e che ballare mi fa.

All’apice del suo successo Viola ci ha anche regalato altre perle: quelle canzoni che camminano sul confine tra il miglior trash e la melodia italiana con furbe strizzatine d’occhio alle piste da ballo, anche solo quelle delle nostre camere (solito momento “spazzola e specchio”).
Canzoni come Sola e soprattutto Romantici sono canzoni che non solo dovrebbero essere ricordate più di quanto non lo siano ma dovrebbero anche essere riabilitate come perfetti momenti del pop made in Italy targato ’80.

Una cosa che mi ha sempre colpito della Valentino è la sua dignità personale; anche quando le cose non andavano più come i tempi d’oro si e’ sempre saputa muovere nell’undergound musicale italiano, creando la sua nicchia e curando i suoi fans.
Il tutto sempre cercando di sensibilizzare il più possibile i diritti delle minoranze. Tutte.
Questo suo impegno nel sociale viene consacrato musicalmente nel 2009 con l’uscita del suo EP I tacchi di Giada: un piccolo grande progetto composto da sei brani in cui vengono raccontati i dolori delle donne. Nell’EP viene incluso il brano -e primo singolo- Dimenticare mai: chi vi scrive lo inserisce SENZA OMBRA DI DUBBIO tra le sue tre canzoni italiane preferite di sempre.

puttana la noia e la colpa
che porta ad amare a distruggermi poco alla volta
puttana la notte che penso
che è solo colpa mia, è solo colpa mia,
che è solo colpa mia.

Visto l’inaspettato buon riscontro de I tacchi di Giada, questo viene ripubblicato con l’aggiunta di 6 nuovi pezzi e con il nuovo titolo Alleati non Ovvi: in questo nuovo repackaging viene inclusa Domani e’ un altro giorno, canzone che da subito viene adottata dalla comunità gay che decide quindi di renderla la canzone ufficiale del 17 Maggio 2011.

Questo piccolo blog ha solo voglia sia di celebrare la giornata di domani che di rinnovare il mio amore per una cantante che ha dato tanto alle mie gioviali orecchie e a me come appartenete alla comunità LGBT.

Grazie Viola, Domani e’ un altro giorno… e sicuramente sarà uno di quelli che fanno la differenza.

Ogni bene,
Igor xxx

In memoria di Paolo Seganti

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ICONE GAY MADE IN ITALY. E PER ERRORE LOREDANA

ICONE GAY MADE IN ITALY. E PER ERRORE LOREDANA

Loredana Errore

Canzone simbolo: Ragazza Occhi cielo
Gemma dimenticata: La mia piccola casa
Canzone gay-friendly: Cattiva (feat Loredana Berte’)

Piccole icone crescono. Quando questo dizionario delle cantanti icone gay femminili mi venne in mente, io ero tornato da pochissimo da Londra (dove ho vissuto tra estate 2002 ed estate 2010) e la lettera E era in realtà destinata ad Elisa, che a dir la verità a me personalmente lascia un po indifferente…ma tanto piace alle mie amiche lesbiche e a tanti miei colleghi gay maschi.
Di Loredana Errore Io sapevo solo che era arrivata seconda ad Amici nel 2010 e che Rita Dalla Chiesa disse a suo tempo a Forum che voleva vincesse lei. Non la migliore delle introduzioni dunque.
Di lei venni a sapere successivamente che Biagio Antonacci ha scritto qualche canzone per il suo EP di esordio….la cosa mi lascia indifferente.
Poi arriva Sanremo 2011. Chi fino ad ora ha letto i miei blog sa quanto io abbia amato (e amo tutt’ora) Bastardo di Anna Tatangelo. Ecco, la prima volta che ho visto in vita mia cantare Loredana Errore e’ stata a Sanremo in duetto con Lady Tata. Nel mio blog sanremese l’ho definita posseduta. Confermo l’impressione.
(dedico questo video ai miei amici di Trashonisti)

Quello che pero’ iniziava ad essermi chiaro e’ che Loredana Errore non passa inosservata, sicuramente vale il detto “o la ami o la odi”….certo indifferente non può lasciarti. Inizio ad essere incuriosito.
Tutto si può dire di me tranne che sono un snob musicale. Ascolto tutto. Tutto quello che mi vene proposto prima di dire che non mi piace viene fatto passare nelle mie orecchie almeno una volta. E sono musicalmente molto curioso. Quando dopo un mesetto mi trovi davanti al video de il muro, incuriosito lo aprii.
Amo la freschezza e i suoni.
Decido di scaricare il suo primo EP. Ragazza Occhi cileo, La vedova nera e Ti amo la fanno da padrone.
Finalmente capisco che la lettera E del mio blog aveva una degna rappresentante.
Per essere sicuro che la nostra Loredana potesse entrare in questa lista sono andato a rispolverare il manuale d’uso: . Qui leggiamo che

SE pero’ abbiamo bisogno di trovare dei fattori comuni possiamo riconoscere nell’irriverente tragicità, in un’improbabile credibilità e da indiscutibili elementi di kitsch, gli indizi base per sapere che siamo sulla buona strada…

Commosso capisco che finalmente ho una nuova potenziale icona. Devo solo attendere l’album di prossima uscita…. E finalmente saprò.
Scopro da li a poco che nel disco sarà presente un duetto con un’altra Loredana, grande icona (gay e non gay) italiana.
Loredana Errore con Loredana Berte’. La canzone e’ Cattiva scritta da Biagio Antonacci che il duo presenta ad Amici di Maria De Filippi del sabato pomeriggio. Ascoltiamola.

Una delle performance in playback più belle che io abbia mai visto (vogliamo commentare i microfoni???!!!), degna di una coppa della gara di playback di Non e’ la Rai.
E che dire della canzone se non che e’ bellissima? Io mi convinco che ho davanti un personaggio che difficilmente abbandonerò.

Esce L’Errore. L’8 marzo…e io e’ praticamente da allora che lo ascolto in ripetizione.


Di tutti gli ex Amici di Maria la presenza di Loredana tra le icone gay come unica rappresentanza certo non e’ un Errore
(si…l’ho scritto veramente….lol).

Ogni bene,
Grazie
Igor

ICONE GAY MADE IN ITALY. A PER ANGIOLINI AMBRA

ICONE GAY MADE IN ITALY. A PER ANGIOLINI AMBRA

AMBRA ANGIOLINI


Canzone simbolo: T’appartengo
Gemma dimenticata: Niente da capire
Canzone gay-friendly: Voglia questa voglia (sigla di Sratesa niente MTV)


Angiolini Ambra. Nessuno meglio di lei casca cosi a fagiuolo nel concetto di cantanti donne- icone gay.
Ma andiamo con ordine. Da grande leggitore di pensieri che sono, riesco a percepire quelle espressioni di perplessità da parte soprattutto degli eterosessuali per la presenza di Ambra in questa lista. Sento già le domande che vi state ponendo e i dubbi che vi stanno logorando il cervello:

• Ma in una lista di cantanti non dovrebbero esserci…cantanti?
• Ma Ambra non ha fatto solo una canzone?
• Ma Ambra…….? Quella Ambra???? Ma non cantava in playback a Non e’ la Rai?
• Ambra? Ancora?????!!!!!

Sarebbe ingiusto dare il merito della presenza in questa lista solo all’alveare che era Non la Rai, dove la nostra era l’indiscussa Ape Regina.
Sicuramente il suo percorso nel day-time show di Mediaset e’ stato gioia di molti: il suo auricolare, le sue esternazioni, il suo microfono, il suo zainetto, la sua rivalità’ con la Petrarolo, le sue lacrime e le sue mitiche canzoni. Sicuramente grazie a None e’ la Rai, Ambra e’ diventata un simbolo ed un’icona non solo gay ma di una generazione. Nonostante i critici non siano sempre stati buonissimi con lei, l’affetto del pubblico e’ sempre stato tale da averle dato la possibilità di crescere e trovare una sua collocazione più adeguata alla sua persona. Questo non senza crisi personali ben documentate dalla stampa nazionale, come ad esempio le recenti foto su Chi e l’intervista a Vanity Fair.
Ma il pubblico gay, da sempre sensibile a questo genere di figure, non solo non ha dimenticato i l suo trascorso musicale (chiedendone spesso un ritorno), ma ancora lo osanna. Chi è familiare con il concetto di Icona Gay saprà invece benissimo che non è strettamente necessario per esserne una:

• Essere una cantante di professione
• Avere una discografia popolare e/o di successo (anzi)
• Nel caso specifico qui analizzato, Ambra ha inciso ben quattro album (di cui tre tradotti anche in lingua spagnola).

Nonostante il boom iniziale del primo album T’appartengo, è sicuramente grazie al successivo Angiolini che la nostra Ambra nazionale ha consolidato il suo seguito gay.
Ricordo benissimo l’impatto che ebbe quell’album su di me (e su molte persone che conosco): era come un urlo a voler stabilire la propria identità di persona in crescita. Questa evidente crisi personale in cui si trovava Ambra si rifletteva sicuramente nei testi post adolescenziali che riuscivano a trasmettere emozioni che non fossero piu un semplice margheritare il cuore ma più fisici con frasi tipo

“adesso mi vuoi per sesso ma io non posso, non posso e basta”

.

Chi, come me , in quella fase stava crescendo e scoprendo il mondo adulto, sentiva come se quelle parole, quei concetti che avevamo dentro fossero finalmente musicati. Testi comunque addolciti da musiche degne del miglior Sanremo degli anni 90 che rendevano l’esperienza auditiva tra le più riuscite di un gay adolescente alle prese con la sua spazzola/ microfono e il suo specchio.

Ambra poi è cresciuta e noi con lei. Ci ha regalato due altri album (un po’ meno riusciti….), programmi TV sempre godibili, è diventata un’attrice appezzata e vincitrice di premi (ci ha reso orgogliosi) ed è sempre pronta a dire la sua (come la sua criticata/ osannata apparizione ad Annozero). Come sempre.
Nel corso degli anni poi si è spesso prestata e presentata come madrina nei Gay Pride, ha recitato in Saturno contro di Ferzan Ozpetek, è diventata donna ed ha fatto pace con T’appartanego. Come noi abbiamo fatto pace con il nostro passato.
Ha anche inciso una sigla, ingiustamente dimenticata, scritta da Silvio Testi con tanto di balletto coreografato da Luca Tommassini per Stasera niente MTV in cui vengono riproposti momenti ed atmosfere di quel Varietà televisivo che manca da tanto con citazioni di balletti del trittico magico Carra’-Cuccarini- Parisi.



Icone gay. Ambra C’è.

Ogni bene,

Grazie
Igor xxx

ICONE GAY MADE IN ITALY. S PER SALERNO SABRINA

SABRINA SALERNO.

Canzone simbolo: Boys
Gemma dimenticata: Afraid to love
Canzone gay-friendly: Siamo Donne (con Jo Squillo)

Quale migliore giorno per scrivere un blog sulla Sabrinona nazionale se non il 15 marzo? Infatti oggi la nostra bella compie 43 anni e quale miglior regalo che ricodarle perché la amiamo cosi’ tanto?

Ricordo ancora quando per la prima volta la vidi in TV come valletta e subito me ne innamorai. Avevo poco più di 10 anni. Ma fu con il programma Grand Hotel che la mia ossessione ebbe inizio. Ricordo chiaramente l’emozione del mio primo ritaglio di giornale (foto da Grand Hotel nei prgrammi su Tv Sorrisi e canzoni) che ancora colleziono gelosamente!

Poi Cecchetto mi lesse nel pensiero e fece fare alla bella Sabry il suo primo 45 giri (bei tempi…quando si chiamavano 45 giri…) Sexy Girl che subito divenne sigla FestivalBar 1986 (cosa si perdono le nuove generazioni…eh?) con tanto di pantaloncini jeans microscopici, magliettona extra large tagliata a mo di canottiera per far intravedere le voluttuose forme ondeggianti tra le lettere E e X…..e il mitico zainetto a forma d panda che io TANTO volevo ma che mia mamma (cattivissima, aggiungerei, mai mi compro’).
Grazie a questo 45 giri che inizia a comprendere (senza sapere di cosa si trattasse) cosa fosse il collezionismo musicale, infatti dopo la prima tiratura con copertina a tinta rosa il 45 giri venne ristampato con foto differente. Cosa di cui sentivo ASSOLUTAMENTE la necessita’ di possedere.

Credo di aver passato tutti i mesi a seguire (e di come conseguenza MOLTI ANNI a seguire) a fracassare i cosidetti a tutto il mondo con questa benedetta Sabrina.
E luce fu.
BOYS.
BOYS.
BOYS.

Ricordo come se stesse succedendo in questo momento l’attimo in cui presentarono il video su DEEJAY TELEVISION.
Impazzi. Lei, il costume bianco, che poco conteneva e poco asciava all’immaginazione, e una canzone che a tutt’ora E’ LA MIA CANZONE PREFERITA DI TUTTI I TEMPI.
Ricordo l’orrore negli occhi ( e credo nelle orecchie) della mia famiglia all’idea di vedermi impazzire per tutto cio’ (ancora non capisco la sorpresa…..fino al quel momento la mia cantante preferita era Heather Parisi…..)!!!
Quel costume e quel sballonzolamento di tette mi ipnotizzarono e confusero per molti anni a venire….
Ho sempre visto in Sabrina la donna e la popstar made in 80s perfetta: fisico mozzafiato con canzoni dance piu che orecchiabili.
Ovviamente mentre la nostra mieteva successi dopo successi in tutte le parti piu svariate del mondo, nonostante un discreto successo di vendita anche da noi, Sabrina per molti non riuscii mai ad essere considerata altro che una valletta canterina.

Fu proprio in questi anni che imparai un detto latino (…schiaffo morale…AH!) Nemo propheta in patria..
Come Sabrina non veniva apprezzata in Italia io mi sentivo diverso dagli altri, soprattutto per quelli che erano i mie gusti musicali.
Per me quando Sabrina incise All of me fu una grande emozione poiche non solo parlavamo di una cantante italiana, ma la mia beniamina collaborava con scitta a prodotta da STOCK/ AITKEN/ WATERMAN, trio di produttori inglesi che tanto di moda andavano in quegli anni (tanto quanto venivano stroncati dalle critiche di allora….) e che gia’ avevavo formato successi per Kylie Minogue, Bananarama, Mel & Kim, Donna Summer, Samantha Fox e Sinitta (di cui un giorno parleremo in modo piu approfondito).
Mi sembrava di vivere nel mio mondo parallelo abitato da pochissimi individui. Dove il nostro linguaggio era poco chiaro e studiato dalle altre civilta’.
Forse il fatto era che musicalmente fossi piu informato dei ragazzini della mia eta’…. nessuno poteva capire. Nessuno mi capiva.
Ovviamente questo equivaleva al periodo della mia vita dello specchio e della spazzola come microfono. Ovviamente.
Era l’estate 1988, Sabrina aveva due singoli in classifica (la già citata All of me e My Chico, che tra le altre portava la firma di Sabrina tra gli autori). E io venni bocciato in terza media.
Ovviamente….era il mondo intero a non capirmi.
Ma tanto non capivano neanche Lei…e guarda che successo era riuscita ad ottenere!
Tante estati, tanti successi (piu o meno ricordati, Hey gringo! bang! bang!) estivi…l’inizio di un’inevitabile fase di declino(non nel mio stereo…anzi) che nel 1991 portarono Sabrina a Sanremo. Un duetto. Con Jo Squillo (che salutiamo, e ringraziamo…e con la quale ci scusiamo per non poter fare al momento un post tutto su di lei…ma la S era presa di diritto. S per Sorry).
SIAMO DONNE.

Ripassiamola:

Dite quello che volete…ma secondo voi da Sanremo 1991 ci sono canzoni che sono rimaste nel collettivo italiano come questa?
Chi e’ nato nel 1991 sono sicuro che conosce questa canzone. ma non quella vincente (Se stiamo insisme, Riccardo Coccinate, n.d.r).
A tutt’oggi nelle salette pop-trash di ogni discoteca gay italiana (e in tutte le serate dell’8 marzo in generale, lol) che si rispetti questa canzone viene passata con tanto di delirio collettivo.
Dobbiamo dare a Cesare quel che e’ di cesare e a Jo Squillo quel che e’ di Jo Squillo che ha scritto questo inno .
Ma con tutto l’amore per Jo senza Sabrina questa canzone non sarebbe diventata quello che e’ oggi, ma sarebbe stata solo un gioiello trash dimenticato, come tanti, della Squillo.

Non volendo fare un trattato sulla carriera della Salerno (anche se sono moooolto tentato) e facendo finta che il duetto con Samantha Fox non sia mai successo (occasione mancata per un ritorno per entrambe specialemnte nel potersi imporre una volta per tutte come regine del mondo LTGB)…. voglio soffermarmi ancora sull’icona Sabrina.
Perche’ di icona si tratta di tante forme e specie: dei mitici anni 80, del Trash, della Italo Disco, dei muri dei ragazzini (e le scuse dei loro padri per entrare nelle loro stanze)…. e ovviamente Icone Gay.
il perche’di quest’ultima me lo sono spiegato solo in eta’ adulta…. posso dire con assoluta certezza che un po tutti abbiamo voluto essere Sabrina nel video di Boys almeno una volta: l’arrizzaca**i per antonomasia. E sa che c’e’? anche la canzoncina non era mica male…veh?

Buon compleanno Sabrina.
We love you.

Ogni bene,
Igor� xxx

ps se siete arrivati fino a qui…. Afraid To LOve

ICONE GAY MADE IN ITALY. C PER CARRA’ RAFFAELLA

RAFFAELLA CARRA’

Canzone simbolo: Tanti Auguri
Gemma dimenticata: Male
Canzone gay-friendly: Ballo Ballo

Santa Raffa: la santa protettrice di tutti i gay (in realtà si dovrebbe dire “di tutte le frocie”…ma vogliamo essere politically correct noi, giusto?).

Mi ricordo benissimo quando questo concetto mi fu introdotto. Erano i miei primi giri gay, i primi locali, i primi balletti in pubblico, la prime volte che anche le canzoni piu SEGRETE della mia vita e della mia collezione musicale prendevano forma e suono in luoghi pubblici. Come se tutto avesse finalmente senso.
E ricordo benissimo la sera in cui cantando a squarciagola (leggermente brillo) Pazza Pazza su una terrazza (con tanto di balletto con spintarella laterale, braccio rigorosamente teso ma mano parallela al pavimento….), un mio amico mi espresse questo concetto di santità versa Nostra Signora del Palinsesto.
Tutto ebbe senso. Tutto tornava. Anche il giorno dopo, da sobrio.
I segnali erano li.
Una donna una paiette,
Canzoni spesso senza senso apparente tra cui lenti struggenti (che tanto avrebbero poi in seguito aiutato le lacrime di Non e’ la Rai) e canzoni a volte ,meravigliosamente brutte (Scranda la mela).

Non bisogna scavare molto ne passato per capire di che parliamo, basta ad esempio la sua ultima uscita discografica. Chi vi scrive pagherebbe solo per il solo nome: “Raffica 2: Balletti e duetti”.
Respiro profondo. RIpetiamo attentamente .
BALLETTI E DUETTI.

Si potrebbe chiudere tranquillamente qui questo blog. non credo possa esistere qualcosa che puo’ battere a livello di gaycnometro un’uscita del genere: un doppio cd e abbinato DVD fatti solo di balletti e e duetti di Santa Raffa. Solo a pensarci mi commuovo.
Del resto le lacrime sono solo un elemento di quello che e’ L’ESSENZA CARRA’:
Lacrime (tante), risate (magnificamente trash con quel loro suono inconfondibile),i suoi balletti, i suoi duetti, le sue carrambate, i suoi indimenticabili vestiti, sigle TV una piu’ indimenticabile dell’altra, ancora risate., ancora lacrime, fagioli (si ma quanti erano?), telefonate, ancora paietettte, un caschetto biondo bionico, Sabati sera (ma anche Venerdi e domeniche), mezzogiorni, ricominciare (da due), sorprese, altre sigle, successi, insuccessi, altre lacrime, calze contenitive (si, ma quante erano?)………..
Potremmo stare qui veramente in eterno ad elencare quello che e’ magico mondo di Santa Raffa e quello che ha rappresentato per tanti gay di tante generazioni nel mondo.
Se pensiamo solo al fatto che quando a Tiziano Ferro venne chiesto se avesse mai dato un segnale della sua omosessualità, cosa rispose lui? “Più di dedicare una canzone alla Carra’ (E Raffaella e’ mia, ndr)?”., ecco questo spiega benissimo come nel collettivo generale RAFFAELLA CARRA’ RAPPRESENTA L’ICONA GAY ITALIANA PER ECCELLENZA. Del resto ci viene invidiata in tante parti del mondo soprattutto in quelle in cui la lingua piu’ parlata e’ lo spagnolo. In Spagna per esempio la nostra beniamina si e’ rifugiata durante un un suo esilio volontario da un’Italia che non la apprezzava (VERGOGNA, GENTE! VERGOGNA!).
Come ogni Icona gay che si rispetta anche sua Paiettia’ Raffa ha sofferto di quello che e’ l’ignoranza del pregiudizio; molti infatti ignorano i grandi successi musicali raggiunti (compreso top 10 in UK).
Forse quel sorriso sempre pronto ad illuminare il suo impeccabile caschetto biondo, quella risata contagiosa nonostante pronta a contagiare tutti nonostante critiche e chiacchericci di una vita, quel non arrendersi al conformismo, la mancanza di vergogna di un pianto e la spensieratezza di un motivetto che fa cosi, fa cosi, fa cosiiii, sono quello che fa sentire i gay cosi vicini a Raffaella Carra’.

Santa Raffa, Tutte le pazze su tutte le terrazze ringraziano (provando a fare uno di quei tuoi inchini cosi inimitabili….con rischio rottura in due immediata).

Raffa. Santa. Subito.

Ogni bene,
Igor xxx

ICONE GAY MADE IN ITALY. T PER TATANGELO ANNA (aka LADY TATA)

ANNA TATANGELO

Canzone simbolo: Essere una donna
Gemma dimenticata: Sono quello che vuoi tu
Canzone gay-friendly: Bastardo

Quando mesi fa ho messo su insieme questa idea del dizionario delle icone gay femminili (cantanti) italiane,LADY TATA gia’ occupava saldamente la lettera T.
Sicuramente la mia scelta sara’ molto contestata. Ma io voglio perorare la causa dell’amica del suo amico.

Andiamo per ordine. se un ordine esiste.
Nel 2002 una bella ragazzotta ciociara tutta casa e ciambelle approdo’ dritta dritta da Sora ai nostri teleschermi grazie al Festival della canzone Italiana Sanremo, vincendone la sezione giovani.
Il nome, diciamolo, era veramente improbabile….talmente improbabile da rimanere indelebile nella tau testa.
Canzone da teenager in crisi e look altrettanto da teenager in crescita. Tutti questi elementi gia’ ad un occhio esperto potevano portare a capire che ne avremmo parlato e discusso a lungo. Alcuni decisero di ignorare i sintomi, altri decisero che era solo un fenomeno momentaneo, altri iniziarono a venerare ed altri (come colui che scrive) non avendo ben capito cosa stesse succedendo, decise di osservare e rimandare il giudizio a data da definirsi. Fatto e’ che Anna Tatangelo certo non passo’ inosservata.

Poi venne Gigino (D’Alessio)…e nello stesso tempo anche il mio trasferimento a Londra…e diciamolo pure le due cose (Sanremi a parte) non combaciavano bene con quello che e’ sempre stato l’immaginario di Icona gay….anche se ad occhio piu’ attento mettersi con un Daddy (e tutto quello che provoca questo tipo di unioni) poteva essere senza subbio un segnale non colto.
Poi tutto ad un tratto tutto cambia.
Il primo segnale di cambiamento lo si riscontra nel 2006, quando a Sanremo Anna presenta Essere Una Donna.
scritta da D’Alessio…ci vine comunicato che Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
Ripetiamo il concetto:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
tutti insieme ora:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.
NON VI SENTOOOOO:
Essere una donna non vuol dire solo riempire una minigonna.

Questa senza dubbio e’ una delle cose piu gayche sia mai stata scritta in una canzone. il Gayconometro qui inizia a salire in picchiata.
La parte femminile che c’e’ in me si sente finalmente capita.

Improvvisamente nel 2008 la Tatangelo mi sembra finalmente donna con e senza minigonna. le sue nuove tette ricatturano la mia attenzione. Chi mi conosce sa benissimo che le tette hanno caratterizzato (come gran parte dei gay) la mia vita e la mia passione visiva….
Anna Tatangelo sex symbol?! A questo proprio non ci avevo penato.
Voi a questo punto vi starete chiedendo….ma tutto cio’, che c’entra? dov’e’ il nesso?
Il ricorrere alla chirurga aiuta molto la causa per diventare Icona gay; ancora non ho ben capito il perché, ma credo, facendo psicologia spicciola, che si tratti di quel senso di difficoltà nell’accettarsi, di dover diventare quello che si e’ sempre voluto, per dirla alla Agrado di Tutto su mia madre: “una è più autentica, quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa “.Ma non e’ tutto.
Anna Tatangelo nel 2008 si presenta a Sanremo non solo bellissima, ma cosi bella da sconvolgere un po’ anche gli ormoni di questo gay che scrive (in futuro scoprirete che ci sono piu’ donne che riescono a farlo, n.d.r.) ma presenta una canzone “Il mio amico” che parla del suo migliore amico, gay per l’appunto (quello che Elio qualche anno prima chiamo’ sempre a Sanremo nella sua canzone la terra dei cachi, il visagista delle dive, per intenderci il tipo di gay d cui parliamo in questa caznone). La canzone e’ scritta nella sua totalità da Gigi D’Alessio, Daddy discusso della cantante.
Come abbiamo gia detto la canzone parla dell’amico gay della Tatangelo. Da quello che si evince e’ un gay molto stereotipato dal mondo eterosessuale….
La canzone ovviamente ha creato discussione (specialmente nella comunita’ gay), tra chi l’accusava di essere banale, di usare luoghi comuni per essere finto buonista, chi l’accusa di non rappresentare i gay veri (come se fossimo tutti uguali…).
Io qui mi trovo a dover discordare con tutti questi giudizi e spiegare perché il gayconometro della Tatangelo qui sale. molto.
Ammettiamo anche che il testo puo’ essere quello che e’; prendiamo ad esempio una strofa tra le piu discusse.

Dimmi che male c’è
Se ami un altro come te
L’amore non ha sesso
Il brivido è lo stesso
O forse un po’ di più
Nel cammino dell’amore
Scende sempre quel dolore dentro te
C’è chi ti guarda con disprezzo
Perché ha il cuore di un pupazzo dentro
Se a chi dice che non sei normale
Tu non piangere su quello che non sei
Lui non sa che pure tu sei
Uguale a noi e che siamo figli dello stesso Dio

Io personalmente trovo che il messaggio qui non sia poi cosi banale.
Non parlo delle singole parole usate. ma del messaggio che una canzone con questo testo scritto da Gigi D’Alessio, cantata dalla Tatangelo e presentata a Sanremo puo’ dare.
Il messaggio ovviamente non e’ per la comunita’ gay, non e’ per i benpensanti, non e’ per i critici musicali, per gli intellettuali….non e’ per loro semplicemente perché loro non sono e non sono mai stati (o snobbamente non sono mai voluti essere) il target, il pubblico, gli ascoltatori di D’Alessio-Tatangelo. La gente a cui loro parlano sono la massa, principalmente del sud, che spesso vivono in pregiudizi e luoghi comuni, che credono che i gay sono solo i femminielli che magari lavarono dal parrucchiere sotto casa; che vivono con il credo che essere gay vuol dire essere meno virili.
Per quanto mi riguarda, se questa canzone ha cambiato il modo do vedere anche di una sola persona…allora io non posso che dire grazie ad Anna per aver fatto del concreto nella battaglia contro l’omofobia.
Perche’ a volte, ricordiamoci, la gente non sta parlando a noi e il messaggio non e’ per noi. e a volte perdiamo una buona occasione per stare zitti.
Per quanto mi riguarda Anna puo’ essere mia amica e cantare a nome mio.

A sopresa Anna viene scelta per essere un giudice di X factor nel 2010. Qui tra critiche, litigate con Milly D’abbraccio e annesse frasi ormai indimenticabili (“Quando la persona ‘e niente l’offesa e’ zero” su tutte,) l’antipatia da parte del pubblico che in non ha praticamente mai votato le sue cantanti, i litigi con le sue cantanti, lacrime e la nascita del nomignolo Lady Tata hanno reso la nostra un personaggio da prima serata .
Come in prima serata che ei dichiara di essere felice di vedere una coppia di omosessuali esibirsi. apriti cielo! come si e’ permessa? I kymera si sentono offesi (di cosa poi non so….) e iniziano a criticare Lady Tata e dubitare dei motivi che la vedevano li. La nostra Icona riponde con freddezza e poca simpatia rimasta per i due. Viene anche accusata nel web di essere omofoba. Cari amici, vi rivelero’ una cosa INCREDIBILE, essere gay-friendly non vuol dire che bisogna farsi piacere TUTTI i gay o che essi ti debbano essere automaticamente simpatici previa essere additati come omofobi, specialmente se ti hanno attaccato. A me personalmente non mi stanno simpatici tutti i gay, come non mi stanno simpatici tutti gli etero. e non mi aspetto di stare simpatico o antipatico alla gente perche’ gay o etero.
Come al solito si tende ad esagerare e invece la comunity gay e’ sempre cosi pronta all’attacco che non si capisce neanche quando una persona cerca di rompere degli schemi. anche qui…bisogna ricordarci a chi Lady Tata stava parando….
Tutto cio’ sommatasi alle critiche sul suo aspetto (troppo trucco, vestita da vecchia, sopracciglia troppo fini etc) mi hanno reso piu sensibile alla causa Lady Tata. Mi sembra che come sport nazionale ci fosse quello ormai di andarle contro.
E non mi sbagliavo.
Sanremo 2011.
Lady Tata canta Bastardo.
Leggendo i mie post su Sanremo sapete benissimo cosa ho pensato appena vista e sentita la canzone.
Anna viene eliminata e giudicata ancora prima di essere ascoltata (che novita’…).
Quello che succede nelle 48 ore successive e’ ovvio. La gente realizza che grande canzone Bastardo invece sia, che forse dire che Lady Tata rappresenti gli omofobi, la camorra,i senza talento etc e’ un po’ troppo.
lei giorno per giorno si presenta con un apetto sempre piu bello partendo dal tributo della Oxs Circa 1978 fino a passare a Paola Iezzi 2011 circa
Personalmente Bastardo e’ già diventata uno dei miei inni, e una delle canzoni piu suonate nel mio I-tunes (al momento la terza).
Musicalmente l’album Progetto B risulta essere ancora immaturo nella sua totalità…. ma basta Bastardo per capire che qui abbiamo l’inizio di una nuova fase. di una nuova consapevolezza. qui abbiamo davanti un’icona. sicuramente un’icona del gay che scrive.

SFIDO QUALSIASI GAY A DIRMI CHE NELLA VITA NON HA AVUTO UN SUO BASTARDO!!!!!

Lady Tata….posso essere ‘il tuo amico’? :)

Spero che tutto cio’ sia servito per capire come funziona la questione..perche’ sicuramente in futuro non mi prolungherò cosi tanto :)
alla prossima lettera

Ogni bene
Igor x

ICONE GAY MADE IN ITALY. Manuale d’uso per capire e conoscere meglio chi sono, cosa sono e perche sono le cantanti italiane diventate icone gay.

Icona gay. Una tra le definizioni più misteriose per l’universo eterosessuale. Spesso nella mia vita mi sono trovato a dover far capire chi, come e quando si diventa e si e’ un’icona gay.

Se voliamo una definizione scientifica basta andare su() dove leggiamo che:

“Si definisce icona gay un personaggio pubblico con ampio numero di ammiratori appartenenti alla comunità LGBT, un punto di riferimento per l’immaginario della cultura LGBT.

Il fenomeno delle icone gay fa parte dello star system ed è anche oggetto di studi di marketing, in quanto la comunità LGBT è spesso riconosciuta come “trend setter” per i beni voluttuari e “opinion leader” per quelli culturali.[1] Spesso le icone gay sono stelle del cinema, dive dello spettacolo, della musica, ma anche appartenenti al mondo sportivo, del giornalismo, della politica. Si può trattare di persone dichiaratamente LGBT, ma anche (e più spesso) di personaggi eterosessuali che, a vario titolo, fanno parte dell’immaginario gay.

C’è da sottolineare che la stampa fa spesso uso del termine “icona gay” per designare personaggi maschili come attori e sportivi che hanno in quel momento un particolare successo, oltre che tra il pubblico femminile, tra quello gay. Tuttavia nell’ambito della comunità gay il termine “icona gay” ha generalmente un significato più ristretto ed è usato per indicare quei personaggi, soprattutto donne, che, per una ragione o per l’altra, sono presi a simbolo del mondo gay o riscuotono un apprezzamento particolarmente forte presso il pubblico gay: tale fenomeno è particolarmente evidente per quanto riguarda le cantanti femminili, tra le cui fila si trovano alcune delle maggiori icone gay italiane e internazionali”.
Tutto chiaro, no? Non vi basta?…..allora approfondiamo.

In questa sezione del mio blog vorrei fare oltre…spiegare l’inspiegabile e far capire come funziona il tutto, con esempi. Tanto per essere chiari. tanto per farci due risate.
A volte ci saranno cose che non avranno senso o almeno senso apparente. Questo e’ anche il bello di questo codice segreto.

Molto spesso si sottovaluta il beneficio che si ha nell’essere considerati un’icona gay. Per molti artisti essere Icone gay equivale ad avere una pensione garantita. Spieghiamo meglio. Quando il mondo dello spettacolo, della musica, delle balere, dei concerti di piazza ti ha abbandonato, dimenticato, chiuso la porta in faccia…chi ti accoglie sempre a braccia aperte basta che canti quella canzoncina che tanto ci mette di buon umore? magari nell’ennesima versione remix? Risposta esatta. Un bel locale Gay o se ti va bene un bel Gay Pride!!!
Diciamolo pure, in alcuni casi questi poveri cantati preferirebbero tagliarsi un braccio e buttare del sale sul moncherino piuttosto che cantare ancora quella canzoncina. Che se deve fa’ pe’ campa’….eh?

Come nasce o ci si diventa icona gay e’ un mistero; non esiste una regola, un motivo, un perché. E non succede neanche che un giorno tutti i gay del ondo si chiamano e decidono. Succede solo che il gay sa’ se quell’artista e’ destinato ad essere un’icona gay. Stara’ poi al suo giudizio personale decidere se venerare o no questa icona.

SE pero’ abbiamo bisogno di trovare dei fattori comuni possiamo riconoscere nell’irriverente tragicità, in un’improbabile credibilità e da indiscutibili elementi di kitsch, gli indizi base per sapere che siamo sulla buona strada…

Ogni bene (come disse la nostra Patty a Sanremo)
Buon divertimento.
Igor xxx