ICONE GAY MADE IN ITALY. F PER FIORDALISO

FIORDALISO

Canzone simbolo: Non voglio mica la luna
Gemma dimenticata: Il Portico di Dio
Canzone gay-friendly: Il mare piu grande che c’e’ (I Love you man)

Marina Fiordaliso. Basterebbero cinque parole per concordare con me perche’ inserirla in questo mio scanzonato dizionario: Non Voglio Mica La Luna.

Non per niente e’ la mia canzone italiana preferita…e anche il mio cavallo di battaglia al karaoke! Credo che queste come credenziali possano bastare…ma so gia’ che chi sta leggendo ha bisogno di altro….
Identificare la canzone più gay-frindly nel suo repertorio e’ stato comunque facile… E’ bastato cercare la canzone che più ho sentito mia nel corso degli anni:

E qualche volta ho peccato
Perfino di ingenuità
In qualche letto sbagliato
Qua e là
Ma dimmi chi non lo fa

Trent’anni vedi non mi fanno male
Mi sento giusta così
Con questa notte da spogliare
E questo mare che poi ci bagnerà

I love you man……

Potrei arrivare a dire che sono tra le strofe che meglio possano descrivere un gay che si trova davanti al dato di fatto che e’ il tempo che passa…

Nonostante negli ultimi anni la sua produzione discografica si sia diradata, Fiordaliso rimane tra le artiste che più hanno influenzato, emozionato e accompagnato i primi 36 anni della mia vita.
E’ nella sua voce raucamente vellutata la sua forza; forza che usa per entrarti dentro.
Vorrei ricordarvi questa interpretazione risalente a Sanremo 2002:

Ti auguro di avere un bel rimpianto
Di quelli che ti spaccano a metà
Di piangere due lacrime ogni tanto
Sicuramente a me succederà

Lo so farò di tutto per scordarti
Sai quanti ne trovo come te
Ma consolarsi con gli amori svelti
Per una donna…facile non è

Ricordo ancora quando sentii questo pezzo per la prima volta: era il mio primo Sanremo a Londra (ma questa è un’altra storia…). Rimasi senza fiato e con gli occhi lucidi. Attendevo un ritorno di Fiordaliso nella kermesse canora da tempo…ma questo brano era andato oltre le mie (già alte) aspettative.
Una canzone e un’interpretazione degne di un film di Pedro Almodovar dove corpi e colori hanno solo una passionale e surreale sessualità senza tempo e senza età.
Con Accidenti a te Marina era riuscita a raccontare in modo credibile una sofferenza in cui chiunque fosse stato lasciato per “l’illusione che lasciarsi fa ringiovanire” si poteva riconoscere.

Ma il raccontare la sua età e le sue esperienze (anche con canzoni scritte da altri) e’ stata sempre una costante nella carriera di Marina che è infatti sempre riuscita ad identificare il suo pubblico, sia quello già consolidato che quello potenziale:
Passando dalla mamma (giovane) de Il mio angelo alla donna che finalmente ha voglia di giocare con la sua sensualità e femminilità’ di Cosa ti farei, Fiordaliso ha per anni offerto e cercato rinnovo e cambiamento nel suo essere fedele a se stessa ed è stata evidente la sua voglia di non rimare fossilizzata in uno schema ma di rischiare sia come donna che come artista. Scelta che forse, nel secondo caso, non ha portato i frutti sperati (e meritati) ma che ha poi permesso l’esplorazione di altri talenti e aspirazioni.
Come (troppo) spesso succede la gente tende a identificare un artista solo dal suo cavallo di battaglia dimenticando che spesso sono le cose che non si conoscono ad essere le più belle e intimistiche.
Nonostante Non Voglio Mica La Luna sia la mia canzone italiana preferita…questo non toglie il fatto che Fiordaliso abbia fatto anche canzoni più belle e spesso ignorate dal grande pubblico.
Io v’inviterei all’ascolto de il Portico di Dio (tratto dall’omonimo album):

Ma anche pezzi come:
E tu che guardi me:


In uno soazio senza fine:

Io onestamente non so se Fiordaliso sia veramente considerata un’icona gay….ma in ogni caso meriterebbe maggiore attenzione dal pubblico arcobaleno e per capire perché basti leggere quest’estratto da un’intervista rilasciata a gay.it a Luglio:

Che rapporti hai con il pubblico gay?
Per me la parola gay non esiste. Sono tutti uguali, non mi fa né caldo né freddo se uno è gay o meno. Forse ti posso dire che i gay sono in genere un po’ più caldi, perché hanno meno inibizioni, quindi credo che questo concerto mi darà un po’ più di soddisfazione. Per il resto io trovo che dire “il pubblico gay” sia un po’ come costringere delle persone in una categoria. Per me c’è il pubblico e basta. Se poi vogliamo dire gay perché ci sono dei gusti sessuali diversi allora va bene. Ma io non vedo nessuna differenza: l’ho sempre pensata così, fin da quando sono una ragazzina, non è che sono diventata così…
E cosa mi dici a proposito delle rivendicazioni che il “mondo gay” porta avanti?
In quelle hanno solamente ragione. E’ un po’ come le femministe… Però io devo dire che io avevo degli amici gay all’inizio della mia carriera (e che ho tuttora) e allora erano veramente guardati a vista: c’erano i genitori che quando sapevano che il figlio era gay si facevano venire un mezzo infarto. Adesso si fanno venire solo un po’ di febbre… piano piano le cose sono un po’ cambiate. Uno può dire “Ah, mio figlio è gay” senza scomporsi più di tanto. Almeno al nord; al sud è ancora un po’ una tragedia.
Quindi saresti anche d’accordo col matrimonio gay?
Ma scherzi? Io non capisco nemmeno perché non lo fanno. Non ha senso per me, non vedo nessuna differenza: io sono talmente avanti con la testa che trovo assurdo anche fare manifestazioni, però capisco che non sono tutti come me. Il fatto, ad esempio, che una coppia gay non può adottare un bambino, io lo trovo talmente assurdo che non lo riesco a capire, però purtroppo la realtà è questa e bisogna fare anche le manifestaazioni.
Ti è mai capitato di interpretare una canzone in cui trattavi di argomenti vicini all’omosessualità?
Io l’ho sempre voluto fare negli anni ’80, ma me l’hanno sempre proibito. Avevo la fissazione di fare la canzone di una donna che aveva un amore per un’altra donna; ma me lo hanno sempre proibito, sempre, sempre, sempre. Mi hanno sempre detto che non sarebbe stato capito, che non era il caso… Io mi ricordo di una canzone bellissima che si chiamava “Rosa” di un album, che poi mi hanno completamente stravolta, che parlava di una ragazza che aveva scelto di essere single perché amava un’altra donna, e invece purtroppo le ho dovuto fare amare un uomo. Allora era così… Ma anche adesso è lo stesso. Non mi viene in mente nemmeno un cantante italiano che abbia fatto canzoni in cui si parla di questi argomenti liberamente; manca il coraggio…
Sì. Anche quando l’ha fatto Ivan Cattaneo, poi non si è più visto in giro…
Sì, ma anche lì non era molto chiaro, non si usava i termini precisi, era tutto molto sottinteso: non si usa “io amo lei” e lo dice una donna, o “io amo lui” e lo dice un uomo. Sono in pochi ad averlo fatto, e per ora non me ne viene in mente neanche uno.

Detto ciò io vi invito calorosamente a riprendere familiarita con il suo bellissimo repertorio…in attesa del suo nuovo album (era l’ora….) in uscita per Natale 2011. Sperando che a questo giro la Luna sia solo il suo punto di partenza.

Ogni bene,
Igor

ps vi lascio con un video che a me fa ridere molto…. Marina Fiordaliso with Apple

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Anonymous ha detto:

    Molto interessante, complimenti.
    Ariel

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